Franco Arminio è nato nel 1960 a Bisaccia, in Irpinia d’oriente. Qui vive e lavora dividendosi tra la paesologia, l’insegnamento nella scuola elementare e le battaglie civili che di volta in volta gli sembrano necessarie.

A partire dal 1985 ha pubblicato quattro raccolte di versi: piccoli estratti di una produzione sterminata, in gran parte inedita. In prosa ha pubblicato Diario civile (Sellino, 1999) e Viaggio nel cratere (Sironi, 2003).

Negli ultimi anni si è dedicato anche alla realizzazione di documentari sul paesaggio. Oltre a scrivere assiduamente sui quotidiani della sua provincia, collabora a «l’Unità», al «Corriere del Mezzogiorno» e a «Genteviaggi».

 

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Circo dell’ipocondria                                                 Clicca qui per visionare le recensioni

Viaggio nel cratere                                                  Clicca qui per visionare le recensioni

Vento forte tra Lacedonia e Candela                Clicca qui per visionare le recensioni

“Nevica e ho le prove”

 

 

Maria De Masi è nata il 24 Novembre del 1943 da padre irpino e madre napoletana il cui nonno, poeta e uomo di teatro frequentava, durante la Belle Epoque il caffè Gambrinus ed i fini importanti teatri di Napoli. Ha frequentato il liceo classico ed ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università Federico II di Napoli. Si è specializzata in Archivistica e Paleografia presso l’Archivio dello stato di Napoli. Ha ottenuto a pieni voti il diploma per la “Conoscenza dell’Africa” conseguito presso il Maschio Angioino (ora Castelnuovo) a Napoli. Ha insegnato in molteplici doposcuola italiani. Ha vinto con la favola ecologica “Lasciateci vivere la nostra primavera” il 1°premio tra le scuole della Campania al concorso indetto dall’Unicef nell’83. In seguito la favola ecologica è stata pubblicata sulla rivista “Insieme per lo sviluppo” in diciottomila copie. Ha vinto il 1° premio in vari concorsi di teatro per ragazzi con la scuola elementare di Assoro (EN). La stessa scuola l’ha rappresentata all’XI Festival di teatro di ragazzi internazionale di Palaseo (BG). Attualmente vive ad Avellino nella terra di suo padre.

 

 

Lo specchio delle stelle

La professoressa, mi accompagno da me    prossimamente

 

 

 

Gerardo Di Pietro nato a Morra De Sanctis il 5/3/1934, sindacalista, si batté in Svizzera per la piena integrazione degli operai stranieri nelle fabbriche. Membro del Comitato Centrale Allargato del Sindacato Svizzero degli Operai Metallurgici, primo presidente in Svizzera di una commissione operaia composta da soli operai stranieri, votata anche dagli operai svizzeri, in una ditta metallurgica di 360 operai. Membro del Comitato Nazionale degli operai stranieri in Svizzera del suddetto Sindacato, membro della Commissione Sindacale che stilò il documento programmatico alla fondazione del Comitato di tutte le Associazioni di immigrati in Svizzera. Nel 1981 fu ideatore e cofondatore dell'Associazione Morresi Emigrati. Segretario Centrale per molti anni di questa Associazione, nell'aprile del 1983 ideò e fondò il mensile la Gazzetta dei Morresi Emigrati, che ancora oggi dirige e che raggiunge gli emigrati morresi in tutto il mondo. Ha scritto un libro di racconti dialettali intitolato "Attuórnu a lu Fuculìnu. Ha pubblicato un Vocabolario morrese-italiano. Commediografo, ha scritto le seguenti commedie in dialetto morrese: Angèleca; Carmeniéllu; Lu Viécchiu de Vrascèra; Chi vai pe fotte rumane futtutu. Per la scuola di Morra De Sanctis ha scritto "La vendetta di Gea" commediola sull'inquinamento dell'ambiente, musicata dall'insegnante di musica e rappresentata dagli studenti e altri lavori minori.  Assistette i giovani morresi durante la fondazione del Centro Ricreativo Culturale Morrese del quale è Socio simpatizzante. I ragazzi di questo Centro hanno rappresentato più volte, con grande successo di pubblico, le sue commedie dialettali, anche in Svizzera a Binningen ed a Lugano.

 



 

 

Franco Festa, nato ad Avellino nel 1946, negli ultimi anni ha fatto di mestiere il preside, dopo aver dedicato per trent’anni il suo amore e la sua attenzione alla matematica e alla fisica. Predilige allo stesso modo Einstein ed Emily Dickinson, Fermi e Pasolini. Tra un libro di analisi di Caccioppoli e un romanzo di Simenon, non ha dubbi: li acquista entrambi.

Si è dilettato a lungo di satira politica ( era sua la rubrica Mozzafiato, curata con lo pseudonimo di Groucho,  che per anni è apparsa sulla prima pagina dei quotidiani locali), adora il cinema, si diletta d’ informatica. Cura, con un piccolo gruppo di amici, il sito “Avellinesi.it”.  Scrive per un’antica passione, che solo da poco ha trovato la giusta direzione. “ Mi riguarda, m’ interessa” è la frase che sintetizza il suo modo di guardare alla vita, la sua voglia di impegno sulle piccole e grandi questioni. E’ sposato ed innamorato di sua moglie Rosalba, ha due figli, Carmine e Titti. Vive da sempre ad Avellino, gira rigorosamente in bicicletta. Con il primo romanzo, “Delitto al Corso”, 2004, ha vinto il premio nazionale”Delitto d’autore”; il secondo , “La quinta notte”, 2006, è stato selezionato per il premio Azzeccagarbugli a Brescia. “ L’ultimo sguardo”, 2008, è il suo ultimo romanzo, con il quale  continua ad indagare sui mali oscuri della sua città.

 

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Delitto al corso                                               Clicca qui per visionare le recensioni

La quinta notte                               Clicca qui per visionare le recensioni

L’ultimo sguardo                      Clicca qui per visionare le recensioni

 

 

 

Pierfrancesco Fiore è nato a Salerno nel 1970, architetto, svolge attività di ricerca presso l'Università degli Studi di Salerno, ove ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria delle Strutture e del Recupero Edilizio e Urbano. Ha presentato memorie a numerosi convegni nazionali e internazionali, organizzati da Università italiane e straniere. Ha svolto attività di studio nell'ambito di Progetti di Ricerca, presso la facoltà di Ingegneria dell' Università degli Studi di Salerno, con finanziamento MIUR (ex 60%), sui seguenti temi: "La piazza negli  insediamenti spontanei: lettura morfologico - ambientale", "Il recupero delle chiese dimesse", "Sistemi difensivi storici dei territori di Salerno e Avellino", "Dettagli e singolarità dell' architettura minore in Campania".

E' titolare di Assegno di Ricerca nel settore scientifico-disciplinare ICAR-10, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell' Università degli studi di Salerno, per il progetto "Edifici per il culto dismessi. Tra conservazione e recupero e nuovi usi".

 

I serramenti in legno nell'involucro edilizio”

Restauro e riuso della chiesa di S. Giorgio in Novi Velia"

Il complesso di San Giacomo Apostolo in Montoro.

Usi, riusi ed attuale stato di abbandono"                                            

La valorizzazione dei centri minori: strategie per una

conservazione integrata dell’antico borgo di Aterrana”

 

 

 

Giuseppe Iuliano, dipendente del Ministero della Giustizia, nato a Nusco (Av) nel 1951, è presente in diverse antologie letterarie.
Giornalista-pubblicista, collabora a quotidiani, periodici e a riviste culturali specializzate. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari ed anche il Premio cultura Presidente del Consiglio.
La sua poesia si iscrive nel grande filone della cultura meridionale e trova posto nel cosiddetto meridionalismo della ragioneche si oppone, in nome delle idee e dei valori civili, al “meridionalismo di potere e al “meridionalismo al potere”.
Alla stagione degli pseudo-intellettuali asserviti al sistema di potere dominante nel Sud, Iuliano contrappone una poesia civile, di protesta e di proposta, di condanna e di speranza, una poesia che condanna ogni approccio sentimentale alla questione meridionale.

 

 

Malinconia di terra

Il sud non è forse...”
La civiltà contadina in Irpinia

Umangraffiti

Antinomie e maschere

Digressioni di un aedo
Parole per voce sola

Voli e nuvoli

Versi per il Formicososcritto in collaborazione con Paolo Saggese

 

 

 

Armando Montefusco è nato ad Avellino nel 1946. Laureato in Chimica è stato responsabile del settore di chimica clinica e tossicologia presso un noto laboratorio di analisi. Appassionato studioso di storia locale, ha pubblicato diversi lavori sull'Irpinia. E' stato collaboratore della "Società Storica Irpina" ed ha partecipato con propri contributi alla "Storia Illustrata dell'Irpinia". Ultimamente ha pubblicato: Il Duomo di Avellino (Ed.Sellino 2008)- Avellino: Immagini per una ipotesi di Storia Urbana (Ed.Sellino 2009). Con Andrea Massaro ha poi pubblicato : Strade e piazze di Avellino (ed. 2007). Attualmente  ha in corso di pubblicazione , alcune monografie  sulla storia di Monteforte irpino e una  sulla " Genealogia della famiglia Gesualdo".

 

 

Il Duomo di Avellino                                        Clicca qui per commento al libro

Avellino: immagini per una ipotesi di storia urbana      Clicca qui per commento al libro

 

 

 

Valerio Ricciardelli nasce a Piano di Montoro Inferiore (Av) il 1°Settembre 1964. Si laurea in lettere moderne, indirizzo antropologico - culturale, all’Università di Salerno. E’ audace fisarmonicista e poliedrico strumentista nonché performer vocale. Ha effettuato ricerche, foto, filmati, registrazioni delle feste in Campania. Ha tenuto conferenze spettacoli in Svizzera, in Francia, in Liechtenstein, in Belgio e in Olanda. Ha lavorato in Spagna documentando, nel 2008, la Settimana Santa nei Paesi Baschi, nella regione della Rioja e i tamburi di Saragozza.

 

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Musica e disturbi mentali                          Clicca qui per visionare le recensioni

Costruzione di una identità etnica

nella festa della Madonna delle Galline                Clicca qui per visionare le recensioni

L’ultima Sacerdotessa                              Clicca qui per visionare le recensioni

 

 

 

Antonio Panzone è nato a Taurasi il 9 giugno del 1943. Si è laureato in lettere moderne presso la Federico II di Napoli, ha insegnato nel Veneto per circa 10 anni, nel Napoletano per tre anni e poi in Provincia di Avellino e nel suo paese fino alla pensione. Ha pubblicato cinque lavori.

Il primo sulla ferrovia Av-Rocchetta, linea che, a 5 km di distanza dalla propria abitazione, fa capolino, mentre corre tra la folta vegetazione nella vallata alle falde del monte Tuoro. Col treno egli ha una dimestichezza antica in quanto oggi come un tempo col suo fischio lo richiama alla suggestione dell’intero panorama.

Testimone del suo tempo, Panzone mira a valorizzare la vita della sua gente del paese, raccontandone i momenti esistenziali con amore virgiliano e pascoliano, contornati dalla tavolozza dei colori delle stagioni, misti alle fasi della campagna e agli stati d’animo mutevoli della vita umana. Panzone come rispetta le persone, così accetta il divenire della vita nel contesto degli  elementi della natura, ammirando il fulmine che squarcia il cielo nuvoloso rinnovando intime, antiche paure, alla rondine, che, segnando il passare del tempo, gli procura una punta di malinconia, alla mosca che ronzando spinge a carducciani pensieri, al ramo e alla formica: ogni cosa suggestiva, cara, per un suo bisogno di genuino ritorno a quel mondo semplice, senza inquinamento, senza droga,più a misura d’uomo. Di questo mondo Antonio Panzone ha recuperato in un altro suo lavoro storie serie e facete,tradizioni e ricette, che ancora oggi sono  prodotti Doc del territorio taurasino. Del bagaglio dei ricordi fanno parte le pagine relative alle chiese del paese, così come  pagine di vita di ogni giorno, come  facezie, storielle, aneddoti spiritosi,legati a persone del luogo, il cui colorito è dato dal soprannome di ognuno, che in paese serve a riconoscere meglio che se si fa uso del cognome. Forse il suo vuol essere un messaggio alle  giovani leve: la felicità forse sta  tra la tua gente nel tuo paese. “. . . e, come dirà Carducci, quello che cercai mattina e sera è forse qui. . . tra quegli olmi . . . lassù. . . .” Da qui la corsa della vita alla ricerca del  sogno che ci sfugge dalle mani.

 

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Ottaviano De Biase

Ottaviano De Biase nasce a Santa Lucia di Serino (Av), il 21 agosto 1947.

Figlio di coltivatori diretti. Nel 1965 abbandona gli studi agrari ed emigra in Germania. Nel 1966  si arruola nella MM. Nel 1967 consegue la qualifica di radiotelegrafista. Seguono le prime esperienze in centri radio sia a bordo di navi e sia in quelli di terra (La Spezia, Taranto, Roma), contemporaneamente frequenta specifici corsi di formazione e di perfezionamento. Nel 1974 consegue la specializzazione in Guerra Elettronica. Stesso anno viene chiamato al S.I.O.S., presso cui assolve compiti di intercettazioni elettroniche (GE) e di impieghi particolari (IP). Nel 1978 viene inviato in una sede Nato (Comnavsouth) con l'incarico di Responsabile della Sicurezza delle Telecomunicazioni. Nel 1989 viene richiamato in campo nazionale ed assegnato a un gruppo di ufficiali iracheni, in Italia per dei corsi di specializzazione in Guerra Elettronica. Corsi mai iniziati al seguito della contemporanea invasione del Kuwait. Sopraggiunti problemi fisici, classificati: rischio di livello alto, il De Biase viene sottoposto ad una serie di accertamenti diagnostici, al termine dei quali verrà giudicato non più idoneo al servizio attivo.

 

 

Dello stesso autore:

1)       - Storia locale:

-          Serino nella seconda metà dell’Ottocento, WM Edizioni, 1991;

-          Avellino e l’alta valle del Sabato, Scuderi, 1997;

-          Serino antica e medioevale, Comune di Serino, Ideal Stampa, 1999;

-          Santa Lucia nella valle del Sabato, Gutenberg, 2001;

-          Le radici di Angelo e Francesco Solimene, Canalarte, Stampa Editoriale, 2003;

-          Chiesa di Sant'Antonio di Padova e antica gente di Rivottoli, Parrocchia di Rivottoli di Serino, Stampa Editoriale 2003;

-          Atto di Fondazione del Convento di San Francesco, Convento di San Francesco,  Serino, 2003;

-          Chiese, Conventi, Abbazie di San Biagio di Serino, Comunità di San Biagio di Serino, Stampa Editoriale, 2004;

-          San Sossio di Serino, Parrocchia del SS Corpo di Cristo – dalle origini ai nostri giorni, Confraternita di San Giuseppe,

Stampa Editoriale, 2005;

-          L’acqua del Serino, Sorgenti e Acquedotti, Patrocinio della Comunità Montana Serinese-Solofrana, Stampa Editoriale, 2006;

-          Brigantaggio ai piedi del Terminio, A cura del Comune di Serino e della Comunità Montana Serinese-Solofrana, Stampa Editoriale, 2006;

-          Laurenziello - Lorenzo De Feo di Santo Stefano e il brigantaggio durante il Decennio napoleonico, Centro di Ricerca "Guido Dorso", Avellino, Giugno 2008;

-          Capitano di Vascello Stanislao Esposito, Medaglia d’Oro al Valor Militare, Centenario della Nascita, A cura di Andrea Massaro e Ottaviano De Biase, ANMI di Avellino 2009.

 

2) - Narrativa:

-          Terra e Cielo, Firenze Libri, 1994;

 

3) - Poesia:

-          Terra Mia, Palladio, 1987;

-          Scaglie di Roccia, WM Edizioni,1989;

-          Incontri, Firenze Libri, 1993;

-          La speranza del seme, Firenze Libri, 1995;

-          I colori del sud, Scuderi, 1998;

-          Luci d’alba, Pro Loco Serino, Stampa Editoriale, 2004;

-          Autunno, Sellino Editore, Avellino 2007.

 

4) – Teatro:

-          A vigilia e Natale, (Due atti in dialetto serinese), Tutto Volume, Serino, 2004;

 

Forum Italicum e Gradiva, riviste di critica letteraria statunitensi, si sono spesse volte occupate dei suoi lavori, con riconoscimenti accademici, recensioni e traduzioni in inglese. In Italia: Arti Libere, Il Grillo, Il Ponte, Rivista Marittima, Notiziario della Marina, L’eco della Stampa, Hellios, La Vita, La Nuova Tribuna Letteraria, Il Giornale di Montanelli, Il Mattino, Messaggero di Sant’Antonio, Civiltà Cattolica, Reportage, Provincia, Corriere dell’Irpinia, Ottopagine, Irpinia Oggi, Giornale dell’Emigrante, OggiFuturo, Altirpinia, Rai 3. E’ presente in vari cataloghi della Fiera del Libro di Francoforte e di Torino. Attualmente collabora alla formazione del Dizionario Bibliografico degli Irpini, e con alcune riviste letterarie nazionali ed estere. Mantiene una collaborazione con il Corriere dell’Irpinia. Nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Giorgio Napolitano.

 

Maurizio Picariello

 

 

Riconoscimenti:

·         agosto 2009, Premio Città di Prata P. U. (Av) “Ambasciatore della Valle del Sabato – Arte e ambiente”;

·         maggio 2010, Premio di poesia San Valentino, Città di Quartu Sant’Elena (Ca), per la poesia “Una rosa” contenuta in “Mendicante d’amore”;

·         dicembre 2010, Premio di poesia Roscigno Vecchia, Città di Roscigno (Sa), per la poesia “Una rosa” contenuta in “Mendicante d’amore”;

Dei suoi scritti e della sua poesia si sono occupati: Paolo Saggese, Critico Letterario, Direttore del “Centro di Documentazione della Poesia del Sud”; Anna Ciufo, Poeta, Direttrice della Rivista Multimediale “Lettera, arti, scienze” e membro del direttivo letterario del Centro Artisti Salernitani; Armando Saveriano, Direttore Artistico di “Logopea”, Poeta e Scrittore; Giampiero Neri, Poeta, Direttore della Rivista Letteraria “Il monte analogo”; Giuseppe Vetromile, Scrittore e Poeta, Fondatore del “Circolo Letterario Anastasiano” e Coordinatore del “Premio Nazionale di Poesia Città di Santa Anastasia”; Rossella Luongo, Poeta; Silvana Pasanisi, Poeta; Simone Lucciola, Poeta, Direttore della Rivista “De Comporre”; Lello Agretti, Poeta.

 

Opere pubblicate:

1.      “…E finalmente si levò il sole” (raccolta di racconti e liriche), giugno 2009, per la Casa Editrice Scuderi;

2.      “Mendicante d’amore” (raccolta di 31 liriche), agosto 2010, per la Casa Editrice il Papavero;

3.      “Prima che tutto accadesse” (romanzo), novembre 2010, per la Casa Editrice il Papavero;

inoltre, l’Autore compare:

nell’Antologia di poesie dal titolo: “La persistenza del dubbio”, pubblicato per la Casa Editrice Per Versi, settembre 2010;

nell’Antologia di poesie dal titolo: “Parole in fuga”, edito da “Aletti”, nel novembre 2009.

 

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