Bozza non corretta a cura di Ranieri Popoli in corso di integrazione. (dove si mangia, dove si dorme, quali aziende vitivinicole ci sono, numero telefonici utili, orari di apertura di chiese etc., prodotti tipici)
L’area del vino d.o.c.g. “Greco di Tufo” è situata in una zona di cerniera tra l’Irpinia e il Sannio di cui si risentono simmetricamente le attrazioni storico-culturale,civili ed economiche.Essa è una zona sostanzialmente ricca di verdeggianti declivi collinosi,per lo più di origine vulcaniche e con macchie di forte mineralizzazione,attraversata nella sua parte valliva dal fiume Sabato,facilmente raggiungibile per la sua vicinanza agli snodi autostradali di Napoli, Salerno e Benevento.Il suo tessuto urbano nonostante abbia subito la “modernizzazione” della ricostruzione post-sismica si presenta sostanzialmente al riparo da un processo di degrado antropologico,anche se con il trascorrere del tempo la sofferenza demografica sembra non conoscere inversioni di tendenza.
Da diversi
anni in questa area interna della Campania si sta
tentando da parte degli enti sovracomunali come
Un ambito da valorizzare, da mettere nel circuito dei flussi turistici attualmente appannaggio delle zone costiere, che necessita di nuovi profili professionali e di tanta intraprendenza imprenditoriale locale, ma che già si propone come una interessante testimonianza da indirizzare in un segmento di turismo “specializzato” e tendenzialmente qualitativo. E basta ideare un itinerario in questa futura “Via del Greco” per accorgersi che non si è poi tanto lontani da questa opportunità.
Quest’area negli ultimi anni ha profondamente modificato il
suo panorama agrario, registrando una crescita esponenziale
delle aziende di produzione e trasformazione del rinomato prodotto enologico
,che iniziano a collocarsi con diligenza sul sempre più competitivo mercato
nazionale ed internazionale, seguendo le orme di storiche aziende del luogo che hanno il
merito di concorrere a promuovere nel gotha dei vini mondiali l’antico nettare.Il suo vitigno è originario della Tessaglia dai Peslagi e veniva decantato già nel
periodo dell’antica Roma dal letterato e agronomo Comunella e dallo stesso
Plinio.Nel
Il nostro itinerario in questa non tanto immaginaria “Via del Greco” inizia proprio dal suo cuore ,da Tufo,adagiato sulle colline che sovrastano il fiume Sabato che ci propone tre testimonianze significative della sua millenaria storia.
Il castello longobardo, in fase avanzata di recupero, che
simboleggia le origini medievali del borgo in un contesto
storico di permanente contesa tra le forze del papato e quelle dell’impero che
lo trasformeranno in una feconda sede gentilizia dei diversi feudatari fino
alle soglie del settecento quando la famiglia Di Marzo contribuì a trasformarlo
prima in un religioso centro agricolo a vocazione vinicola e poi in uno dei centri
industriali più importanti del Mezzogiorno. Nel 1866, infatti, avviarono la
produzione industriale estrattiva del zolfo. Ancora
oggi nella loro monumentale esposizione, lungo la storica ferrovia Avellino –
Benevento, esse sono un simbolo di ciò che fu una vera
e propria epopea industriale e del mondo del lavoro in Irpinia.
Ora sono state acquisite al patrimonio pubblico e sono in una fase di recupero
funzionale. Risalendo la ex statale 371 vi si trova
un’altra testimonianza simbolica del paese, il palazzo baronale “Di Marzo” con
le annesse cantine seicentesche, dove ancora oggi si produce e si conserva
sapientemente il vino D.O.C.G. “greco di tufo”.
Lasciando
Tufo si sale per le colline del ”Greco”e dopo aver toccato Santa Paolina ,famosa per la storica arte
del tombolo. Il tombolo o “pizzillo”, come viene chiamato in forma dialettale (da pizzo merletti), è
una lavorazione tipicamente femminile eseguita a mano ed ha origini secolari;
si utilizza un cuscino di paglia su uno sconnetto; sul cuscino è applicato un
cartone con un disegno. La lavorazione è effettuata mediante bastoncini di
legno, fuselli, detti anche “tommarielli” alla cui
estremità superiore è avvolto il filo di lino o cotone. Si consiglia la visita alla Chiesa Madre di
Santa Paolina ,risale al XIV secolo,con interventi
successivi ,l’ultimo dei quali all’inizio del secolo scorso ;ha una bella
facciata che sottolinea le equilibrate proporzioni e l’ armonia delle linee tra
la chiesa e il campanile, portali in pietra ,all’interno,tele e dipinti del del ‘600 e del ‘700 e un quadro raffigurante “
Da vedere anche l’oratorio del SS. Rosario, risalente al 1600. Proseguendo la salita delle colline si arriva a Montefusco un tempo capoluogo del Principato Ulteriore, sede amministrativa e giudiziaria dell’ex mandamento pre napoleonico che ospitava l’ex carcere Borbonico nel quale trovarono la triste ospitalità i patrioti del risorgimento meridionale tra cui Poerio e Pironti. Esso è visitabile nel contesto di uno dei centri storici più interessanti della regione , dove spiccano le due chiese di origine medievale di San Bartolomeo e di San Giovanni del vaglio. Da Montefusco ci si sposta a Torrioni, che insieme a Petruro Irpino e Chianche costituiscono un vero angolo di paradiso per la loro incontaminata bellezza paesaggistica che sovrasta con i suoi castelli e le sue Torri l’intera Valle del Sabato presentando ancora testimonianza di una preziosa e originale civiltà rurale che le comunità locali stanno rivalutando e portando all’attenzione del turismo ambientale e del benessere. Scendendo di nuovo a valle si arriva nel territorio di Altavilla irpinia.Nei pressi della stazione ferroviaria sono ubicate le miniere di zolfo della “SAIM” che sono sostanzialmente uno sviluppo di quelle di Tufo.Nel centro urbano ,il più grande dell’ area ,si incontra la sede municipale ubicata nell’incantevole Monastero cinquecentesco dei padri virginiani ,legati cioè al vicino santuario di Montevergine.Nel suggestivo centro antico è ubicato il Museo civico”Della gente senza storia” dove è situato una originale raccolta di tessuti e indumenti rinvenuti nell’ossario della cripta della Chiesa madre e che sono stati oggetto di una accorta opera di restauro.Lasciando Altavilla si arriva per l’ultima tappa nel comune di Prata principato Ultra dove è situato il reperto archeologico più interessante della zona :l’area delle catacombe proto-cristiane con l’ annessa Basilica paleocristiana dell’Annunziata.
Un percosso rappresentato in grandi linee e che vale la pena di provare a realizzare per scoprire le ricchezze antropologiche ,culturali del folclore ed eno-gastronomiche che di fatti rappresentano un pezzo della nostra civiltà ,da queste parti ,forse ancora non del tutto compromessa dalla modernizzazione ,dove sono ancora vivi i segni del tempo dell’opera umana.