Comune di VENTICANO
( AV )
Popolazione,
Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 2.547
Superficie : 14 km²
Altitudine : 375 m s.l.m.
Municipio
Piazza
Aquilino Verardi 83030
Telefono:
Fax:
Pro Loco
Via
L. Cadorna 19 83030
Telefono:
Sito
internet: www.prolocoventicano.it
E-mail:
prolocoventicanese@libero.it
Presidente:
Marano Nicola Gerardo
Distanza
dal Capoluogo e percorso stradale
Distanza
dal capoluogo AVELLINO: Km 31
Come
arrivare: Facilmente raggiungibile sia con l’autostrada NA-BA, è infatti sede di un importante casello autostradale (uscita
Benevento), per il transito da nord a sud e viceversa, sia attraverso altre
strade di rilevanza nazionale.
Cenni
storici
L’origine
storica del toponimo Venticano può essere fatta risalire a tempi remotissimi.
Si racconta che un casale di ignota denominazione fu distrutto dalle guerre tra
Romani e Sanniti. A tali guerre pare sopravvissero solo una ventina di anziani,
dai quali la cittadina avrebbe tratto il nome. Scipione Bellabona parla, invece,
di "Castrum Venticani". Il toponimo farebbe, secondo lui,
riferimento a venti successi riportati dai e da un mitico governo retto da
venti Saggi. Altri studiosi, infine, sostengono il nome derivi da un governo
arcaico retto ed appartenuto a venti vecchi saggi. Nel 1948, anche se le
origini del paese risultano essere ben più lontane, con l'unione dei centri di
Campanarello, Castel del Lago e Calore, staccandosi da Pietradefusi,si diede vita al Comune di Venticano. Il più antico
documento medievale su Venticano è del
Beni
culturali, artistici, storici, ambientali
Palazzo Ambrosini,
antico palazzo nobiliare del ‘600
appartenuto al Marchese Rossi del Barbazzale, coniugato con Madeleine
Colonna Walewski, pronipote di Napoleone I Bonaparte.
Fu l’abitazione della Serva di Dio
Rachelina Ambrosini ed ora è sede della
Fondazione omonima. Un altissimo portale, un chiosco in pietra con pozzo al
centro, connotano il palazzo più antico del paese e compongono la suggestiva
coreografia che anticipa il meraviglioso “Giardino
delle Apparizioni”, all’interno del quale si scorge appena la minuscola “Cappella di Eremo”, per il
raccoglimento più silenzioso e solitario e la penitenza personale. Al piano
superiore del palazzo è possibile visitare la “Stanza di Rachelina”, conservata intatta come allora, con il suo
letto, lo scrittoio, il pianoforte. La vecchia scuderia è diventata “
Chiesa Badiale S.Maria e S. Alessio, antica Abbazia sorta nel 1300 legata alla sorte
dell’Abbazia di Montevergine. È stata interessata da vari interventi di
ristrutturazione: il primo nel 1939 poi dopo il terremoto del 1962 ed infine
ristrutturata ed impreziosita negli anni ’90. L’elegante semplicità di
architettura eclettica della facciata della Chiesa intitolata a S. Maria e S.
Alessio, è impreziosita dalla porta in bronzo scolpita dall’artista Aldo
Melillo, nell’anno 2003. Porta d’arte e di fede come è stata definita dal
critico d’arte Angelo Calabrese, essa rappresenta il documento storico
identificativo dell’intera comunità, capace di resistere nel tempo. Rappresenta
scene narrative essenziali scandite in quattro ampi panneggi raffiguranti la
“Misericordia e Grazia di Maria” e la “Santità di S. Alessio” i due superiori,
“l’Autonomia Parrocchiale” solennizzata nel 1918 e “l’Autonomia Comunale”
decretata nel 1948 compongono i bassorilievi scultorei inferiori che animano
l’opera artistica dedicata al tempio di Dio. Essa custodisce le spoglie mortali
della Serva di Dio, Rachelina Ambrosini.
Fiera Campionaria,