Comune di VENTICANO (   AV   )

 

 

Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.

Popolazione : 2.547

Superficie : 14 km²

Altitudine : 375 m s.l.m.

 

Municipio

Piazza Aquilino Verardi  83030

Telefono: 0825/965033

Fax: 0825/965380

 

Pro Loco

Via L. Cadorna 19  83030

Telefono: 0825/965056

Sito internet: www.prolocoventicano.it

E-mail: prolocoventicanese@libero.it

Presidente: Marano Nicola Gerardo

 

Distanza dal Capoluogo e percorso stradale

Distanza dal capoluogo AVELLINO: Km 31

Come arrivare: Facilmente raggiungibile sia con l’autostrada NA-BA, è infatti sede di un importante casello autostradale (uscita Benevento), per il transito da nord a sud e viceversa, sia attraverso altre strade di rilevanza nazionale.

 

Cenni storici

L’origine storica del toponimo Venticano può essere fatta risalire a tempi remotissimi. Si racconta che un casale di ignota denominazione fu distrutto dalle guerre tra Romani e Sanniti. A tali guerre pare sopravvissero solo una ventina di anziani, dai quali la cittadina avrebbe tratto il nome. Scipione Bellabona parla, invece, di "Castrum Venticani". Il toponimo farebbe, secondo lui, riferimento a venti successi riportati dai e da un mitico governo retto da venti Saggi. Altri studiosi, infine, sostengono il nome derivi da un governo arcaico retto ed appartenuto a venti vecchi saggi. Nel 1948, anche se le origini del paese risultano essere ben più lontane, con l'unione dei centri di Campanarello, Castel del Lago e Calore, staccandosi da Pietradefusi,si diede vita al Comune di Venticano. Il più antico documento medievale su Venticano è del 880. In tale anno il duca di Benevento, concesse al monastero benedettino di S. Sofia i beni già posseduti da un tal Leopardo nella località detta “Collina”, e quelli di un tal altro Gualdrando, posti in località Venticano. Venticano non fu un tranquillo possedimento per i Benedettini di S. Sofia, i quali dovettero affrontare una serie di controversie con alcuni feudatari per poter conservare la proprietà di tale terra. Nel 1350, secondo la bolla di Papa Clemente VI, Venticano faceva parte del territorio di Benevento, territorio che solo formalmente era di pertinenza della Chiesa. Durante le guerre tra Angioini e Aragonesi,il casale di Venticano fu ceduto all’abate di Montevergine in cambio di altre terre. Fu proprio un abate Virginiano, Guglielmo IV, a edificare la chiesa di S. Maria di Venticano, in seguito “grancia” di S. Sofia. In seguito alla lotta tra Angioini e Aragonesi, Venticano fu devastato e distrutto nel 1528. Gli abitanti, già decimati dalla guerra, furono colpiti anche dalla peste e, per questa ragione, il luogo venne completamente abbandonato dalla residua popolazione. Divenuto prima proprietà dei Caracciolo e, poi, alienato a favore del Monte della Misericordia di Napoli, Venticano venne concesso, in seguito, in commenda al Cardinale Cesare Baronio, con il quale il Casale tornò a nuova vita. Nel 1799 fu distrutto per mano dei francesi, capitanati dal generale Championnet. Di Venticano non rimase che la chiesa ed il suo campanile. Proprio per questo motivo, la località prese il nome di Campanarello. Dopo una breve parentesi, il vecchio nome Venticano tornò in auge, tanto da dare il nome al nuovo comune, Nel 1948, dunque, venne eretto con denominazione Venticano ll Comune autonomo, facendo confluire le frazioni di Campanarello, Calore e Castel del Lago, e staccandovi definitivamente il comune di Pietradefusi, al quale era fuso nel Medioevo per difendersi dai nemici esterni e per formare un'entità apprezzabile.

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali

Palazzo Ambrosini, antico palazzo nobiliare del ‘600 appartenuto al Marchese Rossi del Barbazzale, coniugato con Madeleine Colonna Walewski, pronipote di Napoleone I Bonaparte. Fu l’abitazione della Serva di Dio Rachelina Ambrosini ed ora è sede della Fondazione omonima. Un altissimo portale, un chiosco in pietra con pozzo al centro, connotano il palazzo più antico del paese e compongono la suggestiva coreografia che anticipa il meraviglioso “Giardino delle Apparizioni”, all’interno del quale si scorge appena la minuscola “Cappella di Eremo”, per il raccoglimento più silenzioso e solitario e la penitenza personale. Al piano superiore del palazzo è possibile visitare la “Stanza di Rachelina”, conservata intatta come allora, con il suo letto, lo scrittoio, il pianoforte. La vecchia scuderia è diventata La Chiesetta dell’Angelo” per le celebrazioni religiose, festive e feriali.

Chiesa Badiale S.Maria e S. Alessio, antica Abbazia sorta nel 1300 legata alla sorte dell’Abbazia di Montevergine. È stata interessata da vari interventi di ristrutturazione: il primo nel 1939 poi dopo il terremoto del 1962 ed infine ristrutturata ed impreziosita negli anni ’90. L’elegante semplicità di architettura eclettica della facciata della Chiesa intitolata a S. Maria e S. Alessio, è impreziosita dalla porta in bronzo scolpita dall’artista Aldo Melillo, nell’anno 2003. Porta d’arte e di fede come è stata definita dal critico d’arte Angelo Calabrese, essa rappresenta il documento storico identificativo dell’intera comunità, capace di resistere nel tempo. Rappresenta scene narrative essenziali scandite in quattro ampi panneggi raffiguranti la “Misericordia e Grazia di Maria” e la “Santità di S. Alessio” i due superiori, “l’Autonomia Parrocchiale” solennizzata nel 1918 e “l’Autonomia Comunale” decretata nel 1948 compongono i bassorilievi scultorei inferiori che animano l’opera artistica dedicata al tempio di Dio. Essa custodisce le spoglie mortali della Serva di Dio, Rachelina Ambrosini.

Fiera Campionaria, la Fiera Campionaria di Venticano, istituita nel 1978, ha raggiunto una rilevanza che travalica anche l’ambito regionale. Essa è appuntamento irrinunciabile ed un momento di elevato interesse e di crescita  per l’economia del paese e per le aziende che presentano ogni volta i prodotti più innovativi sul mercato. Rivolta ai settori dell’industria, dell’artigianato e del commercio, registra sempre maggiori presenze sia di espositori che di visitatori. La sua importanza non è dovuta solo alle presenze autorevoli che si registrano, ma anche ai risultati raggiunti a livello economico e commerciale che costituiscono impegno precipuo per gli organizzatori a mantenerne ed elevarne gli standard di crescita.