Comune di SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)

 

 

                      

 

 

 

                   

 

 

Popolazione, Superficie, Altitudine slm

Abitanti: 4404

Altezza media 875 mt/slm

Superficie: 54 kmq

 

Municipio

Piazza De Sanctis  83054

Telefono: 0827/23094

Fax: 0827/23570

 

Pro Loco

Corso Vittorio Emanuele  83054

Telefono: 0827/24123

E-mail: prolocoaltirpinia@libero.it

Presidente: Lucido Antonio

 

Distanza dal Capoluogo e percorso stradale

Dal capoluogo AVELLINO: Km 46

Come arrivare:

-         Da Napoli: Autostrada Napoli-Bari uscita Avellino Est, proseguire per l’Ofantina direzione Montella – Lioni.

-         Da Nord: Oltre che per Autostrada A16 Napoli – Bari, Autostrada A2 Roma – Napoli uscita Caianello, proseguire per Benevento – Grottaminarda, uscita Grottaminarda e seguire le indicazioni Sturno – Frigento – Sant’Angelo dei Lombardi.

-         Dalla A14 Bologna – Taranto: Uscita Foggia, proseguire sulla superstrada per Candela, immettersi sulla A16 Napoli – Bari, uscita Lacedonia e proseguire su SS direzione Bisaccia – Sant’Angelo dei Lombardi.

-         Dalla Puglia Sud e dalla Basilicata: dalla A14 Bologna – Taranto come il percorso precedente, oppure a Canosa seguire indicazione per Napoli uscita Lacedonia  oppure la successiva Grottaminarda seguire le indicazioni date nei percorsi precedenti.

-         In alternativa da Foggia su strada a scorrimento veloce per Candela, Ofantina per Calitri e successivamente per Sant’Angelo dei Lombardi.

-         Dalla Basilicata con percorso panoramico: raggiungere Pescopagano, proseguire per S.Andrea di Conza, Ofantina bivio Conza della Campania indicazione Lioni – Sant’Angelo dei Lombardi.

-         Dalla Salerno – Reggio Calabria: Uscita Contursi Terme, immettersi sulla SS per Contursi – Lioni direzione Materdomini fino all’innesto Ofantina bis.

 

Cenni storici

Secondo un’origine leggendaria Sant’Angelo dei Lombardi è stata fondata dai Longobardi, dai quali prende il nome, poiché l’Arcangelo Michele è apparso su questi monti a guerrieri longobardi che in suo onore vi costruirono una chiesa ed un villaggio.

Gli storici concordano nel riconoscere che la città di Sant’Angelo dei Lombardi fu sede vescovile fin dal tempo di Gregorio VII (1073 – 1085) e che godette di numerosi privilegi restando nel demanio regio fino al 1559, allorché divenne feudo dei Caracciolo, dei Carafa e degli Imperiale, che vi restarono Principi di Sant’Angelo fino alla metà del 1800. Dopo il periodo feudale Sant’Angelo si sviluppò divenendo sede di Sottoprefettura, tribunale, carceri, scuole e di numerosi altri servizi e uffici pubblici molti dei quali sono ancora presenti.

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali

Chi guarda Sant’Angelo da lontano non può non essere attratto dai massicci edifici che sovrastano i due cucuzzoli dai quali si stagliano: la Cattedrale(XI secolo), simbolo di un’antica religiosità e il Castello(VI-X secolo), sede del potere temporale. Poco lontano sorge il gioiello artistico e storico più importante: l’Abbazia del Goleto, nella valle, proprio dove nasce l’Ofanto (1128).

Tutti questi monumenti, di grande interesse storico e artistico, furono fortemente danneggiati dal terremoto del 23 novembre 1980, ma i lavori di restauro li hanno portati agli antichi splendori.

Una peculiarità dell’impianto urbanistico di Sant’Angelo è la pianta del Centro Storico; un impianto tipicamente medievale, con una serie di violetti che sbucano sulla strada professionale, che va ad avvitarsi a chiocciola intorno ad un tessuto edilizio fortemente stratificato, le cui origini sono assai lontane nel tempo.

LA CATTEDRALE

Le sue origini non sono note. La pianta è a  croce latina ed è maestosa nella sua struttura architettonica, anche se le ricostruzioni succedutesi agli innumerevoli terremoti ne hanno profondamente alterato le linee originali.

La facciata viene fatta risalire al 500. Il portale d’ingresso, che si sviluppa a tutto sesto e mostra sulla parte più alta due bassorilievi raffiguranti angeli impalmati, è sovrastato da tre statue raffiguranti il Cristo Salvatore, l’Arcangelo Michele, protettore della città, S.Antonino, titolare della Cattedrale. Uno spazioso sagrato introduce all’interno del tempio, che è suddiviso in tre navate di cui la centrale è molto più larga di quelle delle laterali. Numerose statue, alcune di notevole pregio artistico, arricchiscono le navate laterali.

Dall’abside centrale pende un bellissimo crocifisso del 1500 che una volta era nell’Abbazia di S. Guglielmo. A destra di chi entra, incassato nel muro perimetrale, spicca il monumento funebre che Donato Cecere fece innalzare nel 1562 in memoria del padre Nicola, gentiluomo di Sant’Angelo.

Il restauro strutturale della Cattedrale è stato sapientemente completato con gli interventi di recupero delle opere artistiche di cui la Cattedrale era ricchissima. Ad esempio il settecentesco coro ligneo, l’antico altare maggiore in marmo, proveniente dalla vicina Abbazia del Goleto. Totalmente nuova, invece, sul dettame della Riforma postconciliare è la soluzione del presbiterio e della cattedra vescovile.

Dalla torre campanaria che sorge di fianco alla Cattedrale, mandavano i loro sonori i rintocchi le campane delle locali fonderie Ripandelli e Tarantino; di queste, purtroppo, è restata solo quella collocata nella prima cella.

IL CASTELLO

Tutto quanto è stato già scritto sul Castello di Sant’Angelo è stato posto in discussione dalla campagna di scavi e dai lavori di restauro da cui è stato interessato. Perimetri murari di epoca longobarda, strutture normanne e sveve e, soprattutto, una basilica assolutamente ignota hanno aperto una nuova finestra sulla storia passata della città. L’edificio sacro, con tre absidi e tre navate, hanno fatto credere che fosse la prima chiesa Cattedrale di Sant’Angelo, presumibilmente legata all’istituzione della sede vescovile dell’XI secolo. La torre quadrata, posta di fianco alla struttura fortilizia è parte rilevante del Castello, si è mostrata come una struttura abitativa completamente autosufficiente, ultimo baluardo difensivo per chi vi abitava.

Numerose tombe, la cui datazione è ancora in corso, sono state rinvenute lungo il perimetro esterno della struttura castrense. Gli storici sono dell’avviso che l’esame dell’impianto funerario e del corredo trovato all’interno delle sepolture riserverà ancora delle inaspettate sorprese, consentendo di aggiungere altre tessere al mosaico del passato storico di questa antica città dell’Alta Valle dell’Ofanto.

L’ABBAZIA DEL GOLETO

A pochi chilometri dall’abitato di Sant’Angelo, nella piana del Goleto si stagliano le mura possenti dell’Abbazia che S. Guglielmo da Vercelli volle erigere nel 1128 in onore del   Salvatore. Il complesso abbaziale è in assoluto uno dei più importanti monumenti della nostra Provincia. Di notevole interesse è la stratigrafia edilizia che rileva le diverse strutture murarie e le varie epoche di intervento, i lavori di recupero e restauro hanno portato alla luce l’abside ed alcune parti delle mura perimetrali della più antica chiesa (forse il primitivo oratorio di S. Guglielmo) del complesso religioso, nel quale, viveva sia una comunità monastica maschile che una femminile, e quest’ultima più rilevante della prima. La Chiesa Inferiore e quella Superiore rappresentano un autentico gioiello architettonico. Pari interesse suscita anche la cosiddetta Torre Febronia, un edificio a impianto quadrangolare, fatta erigere nel 1212 dalla Badessa Febronia, come struttura difensiva. Al tempo della maggiore floridezza dell’Abbazia (XVIII secolo) risale la Chiesa Grande, le cui linee progettuali sono attribuite al famoso architetto napoletano Domenico Vaccaro.

Di particolare rilievo storico e scientifico sono i numerosi manufatti lapidei di età romana, per lo più reimpiegati nelle strutture murarie: lapidi ed iscrizioni, fregi e bassorilievi testimoniano di una consolidata presenza nella piana del Goleto di una colonia militare, che qui eresse fortificazioni, are sacrificali e sacelli funebri.

 

Manifestazioni ed eventi

- Festa di S.Antonino:  2 Settembre.

- Festa di San Michele:  29 Settembre.