Comune di QUADRELLE AV )

 

Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.

Popolazione 1.573

Superficie : 6,9 Km2

Altitudine : 300 m s.l.m.

 

Municipio

Via Municipio 10  83020

Telefono: 081/8257305

Fax: 081/911265

 

Pro Loco

Via Municipio 10  83020

Telefono: 329/2333498

Presidente: Petrillo Aniello

 

Distanza dal Capoluogo

Distanza dal capoluogo AVELLINO: Km 34

 

Cenni storici

Il toponimo di Quadrelle deriverebbe dalla presenza, in epoca romana, di una colonia occupata nella fabbricazione delle "quatrelle", antiche lance terminanti con una punta quadrata. Altre fonti, riferendosi all'antico stemma civico che rappresenta quattro torri, indicano i Normanni quali edificatori, tra l'Ottocento ed il Novecento, di una fortezza a quattro torri, forse costruita sui resti dell'Oppidum Quadrellarum.

Come casale Quadrelle sarebbe sorto intorno al 1100, nei pressi di un castello, edificato forse dagli Svevi, sui ruderi della villa dell'imperatore Augusto.

Ma il castello potrebbe anche essere il vecchio castello Svevo del Litto, nell'attuale territorio di Mugnano del Cardinale (di cui Quadrelle in epoca Normanna, secolo XI d. C. era un casale). Il 26 ottobre del 1254, probabilmente, a Quadrelle sostò il Re Manfredi di Svevia, reduce dall'incontro di Ceprano con il Papa Innocenzo IV.

Nel 1312, per sanzione di Roberto d'Angiò, il feudo fu ceduto all'abbazia di Montevergine, che con i Normanni e gli Svevi aveva ricevuto enormi donazioni in denaro ed in beni immobili, ed aveva goduto della doppia protezione, dei regnanti e del papato.

I Monaci qui stabilirono una grancia (ovvero una costruzione in cui essi lavoravano e custodivano le derrate alimentari), probabilmente sul fabbricato sorto sull'antica fucina di quadrèlle. Fra i servizi feudali che si dovevano prestare ai Monaci, i vassalli del casale di Quadrelle avevano l'obbligo di: consegnare il legname a settembre di ogni anno, di portare al monastero le pale che dovevano servire a raccogliere la neve che poi veniva pigiata e trasformata in ghiaccio conservata per i periodi estivi nelle fosse montane (nevane o neviere) e infine di fornire i cerchi di legno per le botti ed i tinacci sia di Montevergine che di Loreto. L'Abate di Montevergine rimase feudatario di Quadrelle fino al 1431, anno in cui i Cardinali Commendatari spogliarono l'Abate dei suoi feudi e se ne impossessarono. Inizialmente, essi vivevano a Napoli ma successivamente (al tempo del loro settimo rappresentante) si stabilirono al rione Cardinale a Mugnano del Cardinale.

Nel secolo XIV, sui ruderi della grancia, fu costruito un palazzo baronale (oggi di proprietà della famiglia Pagano).

"Nel 1515 il feudo passa alla Santa Casa dell'Annunziata di Napoli, la quale invia a Quadrelle, con il compito di amministrare i suoi beni, una casata fedele e blasonata alle sue dipendenze, concedendo in cambio titoli e terre e nel 1599 fu edificata anche la Chiesa della SS. Annunziata, (attuale parrocchia), dagli artistici altari."

"Quadrelle restò all'Annunziata per tutto il 1700 e proprio in questo periodo il casale si conquistò il titolo di Terra di Quadrelle con il privilegio avuto dalla Real Casa dell'Annunziata per il "Governo e l'Amministrazione della Giustizia sopra i Vassalli". E' un anno importantissimo per Quadrelle in quanto segna la nascita ufficiale Universitas (Comune a sé) di vassalli dipendenti dall'Annunziata, che concedeva loro di riunirsi in Parlamento nel largo prospiciente il palazzo del principe per eleggere il Sindaco e gli Assessori di quella Terra."

E' in questa fase che nella storia di Quadrelle compaiono le prime famiglie nobili residenti.

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali

Chiesa parrocchiale della SS. Annunziata

La chiesa parrocchiale della SS. Annunziata di Quadrelle è parte della valle munianense e quando nel 1395 Mugnano diviene un feudo dell'abbazia di Montevergine anche Quadrelle, insieme ad altri diversi territori della valle, rientra nel feudo fino al 1511 quando la Commenda di Montevergine passa al Cardinale Ludovico D'Aragona, nipote di Ferdinando I, che vende la sua Commenda alla Casa dell'Annunziata di Napoli, pertanto diventa dipendenza dell'Ave Gratia Plena di Napoli.

La chiesa di Quadrelle, sotto il governo dell'A.G.P. di Napoli acquista una certa autonomia tanto che il piccolo edificio sacro viene ampliati ed affiancato dall'attuale campanile.

Un documento del 1629 attesta la richiesta dell'Università di Quadrelle di costituirsi di Parrocchia indipendente da Mugnano del Cardinale: da questo periodo inizia la storia religiosa di Quadrelle come chiesa autonoma e dotata di una propria giurisdizione.

Intorno al 1650 alla dipendenza della chiesa parrocchiale nasce un'altra chiesa dedicata alla SS. Assunta con l'intento di radunare la popolazione per dar loro modo di pregare e di compiere opere di beneficenza.

All'inizio del 1700 la chiesa della SS. Annunziata vede il massimo splendore e ogni domenica si celebravano suggestive funzioni religiose con grande partecipazione della collettività.

Chiesa della SS. Assunta

La Chiesa dedicata alla SS. Assunta, vede le sue origini costruttive in epoca non precisata. Sono stati ritrovati scritti che attestano la sua funzionalità nel periodo tra il 1650 e il 1697.

Dedicata innanzitutto alle orazioni della fondazione della Congregazione dei Preti Missionari della Solitudine di S. Pietro a Cesarano, e fondata dal suo Rettore Padre Miche Trabucco, nasce con l'intento di radunare la popolazione, per dar loro modo di pregare ed apprestarsi al compiere opere di beneficenza. La Chiesa risulta operante insieme con le altre Chiese limitrofe, facente capo alla Chiesa madre presente sul territorio del Comune di Mugnano del Cardinale, in località S. Pietro a Cesarano.

E' all'inizio del 1700 che la Chiesa vede il suo massimo splendore, epoca di Padre D. Gennaro Guerriero della Congrecazione dei Preti Missionari della Solitudine, il quale celebrava ogni domenica suggestive funzioni, con grande partecipazione della collettività.
Intorno al 1930 si costituì una confraternita che aiutava i bisognosi, anche attraverso opere di pegni. Il nome che la Chiesa ha avuto fino al 1950 è stato quello di "Congrega SS. Assunta". La congrega era costituita da un Consiglio di Amministrazione, da un capo, il Priore e da tutti coloro che erano iscritti ad essi, che assumevano il titolo di Con fraterni. Questi ultimi avevano degli obblighi: rispettare le regole e prestazioni a sostegno spirituale e materiale. Tutto ciò che avveniva nella Cappella, era strettamente legato a coloro che formavano la congrega, i fratelli avevano anche il diritto (a seguito di una sorta di tassa pagata in vita) ad essere seppelliti nella cripta sottostante l'edificio. Questo accadeva fino al 1800 circa, quando a seguito ad una legge fu vietato il seppellimento dei defunti nel centro del paese, per questioni igieniche e per evitare il diffondersi di epidemie, quindi fu edificato, nell'attuale cimitero, una piccola Chiesetta, la cui ala destra era riservata al seppellimento degli aderenti alla Congrega dell'Assunta

 

Il giardino e il palazzo Pagano

Nel secolo XIV, sui ruderi della grancia, fu costruito un palazzo baronale (oggi di proprietà della famiglia Pagano). E' in questa fase che nella storia di Quadrelle compaiono le prime famiglie nobili residenti.

Il Palazzo Pagano viene edificato sui ruderi della Grancia dei monaci di Montevergine. Secondo i documenti agli inizi del XVII secolo la famiglia Barile di Napoli, acquista a Quadrelle “una casa con giardino”, che può essere identificata proprio con l'antica sede di proprietà abbaziale. In seguito la proprietà passò a Don Paolo Braccio, Barone di Cutignano e nel 1743 a Don Francesco Emanuele Pinto, Principe di Ischitella.

In realtà le origini del palazzo sarebbero antecedenti al 18 agosto 1742, e potrebbero risalire al 1613, quando il palazzo era di proprietà del giureconsulto Ovidio Barile. E' grazie ai Barile e a tutte le altre famiglie baronali che li seguirono nella proprietà del palazzo fino a Don Francesco Emanuele Pinto, Principe di Ischitella, che l'iniziale orto monastico si trasforma in vero parco ameno con modifiche che non cessarono mai nel corso degli anni. A queste famiglie nobili si deve anche l'acqua pubblica; infatti lo stesso Principe di Ischitella, dovendo ampliare e ristrutturare il palazzo, chiedeva all'Universitas di Quadrelle di poter togliere l'acquedotto situato nel cellaio all'interno del palazzo ove attingevano i cittadini. Per tale motivo il 19 giugno 1746 era stipulata una convenzione in base alla quale, le sorgenti provenienti dai monti e utilizzate da sempre anche per le fontane del giardino, venivano concesse in uso alla popolazione attraverso una fontana da costruirsi dinanzi all'ingresso del palazzo nello spazio ceduto appositamente al Comune, di cui la demolizione del volume prospiciente la strada principale del vecchio borgo medioevale, con la creazione dell'odierna piazzetta G. B. Pagano.

Sin dal 1600, l'antico possedimento ecclesiastico veniva, dunque, trasformato in residenza padronale legata alla conduzione dei fondi rustici e quindi il palazzo assunse già l'attuale conformazione architettonica, prima dell'ultima definitiva vendita da parte del Principe di Ischitella a Don Sebastiano Pagano, ed è a questa famiglia che appartengono ancora oggi il palazzo ed il giardino, che da questo momento è stato arricchito con maggior ornamenti e, da sito agricolo legato a necessità produttive, comincia ad assumere il carattere di luogo di ornamenti e di delizie che conserva tutt'ora.

E' probabile che la cessione dell'area per la costruzione della pubblica fontana abbia determinato la mutilazione del prospetto principale su Corso Umberto I, sostituito da un volume basso su cui si apre l'ampio portale di ingresso. L'edificio presenta un impianto planimetrico a corte quadrata che disimpegna gli ambienti di servizio a piano terra e gli ambienti residenziali al primo piano, serviti da due scale di cui una esterna; tale impianto è espressione tipica delle "tecniche seicentesche di costruzione volute dalla Casa dell'Annunziata di Napoli, che sono tra le più all'avanguardia per quei tempi". E' probabile che in seguito all'arretramento del volume a fronte strada, il palazzo abbia subito oltre alla perdita del prospetto principale, anche quella di una scala più rappresentativa.

A parte questo intervento, il palazzo non ha subito nel tempo ulteriori trasformazioni sostanziali ad eccezione di ristrutturazioni fatte nel corso di questo secolo che ne hanno alterato le caratteristiche sfigurandone i caratteri volumetrici e perdendo delle parti decorative con la trasformazione della copertura in volume abitabile. Rimangono ancora interessanti elementi architettonici quali la cappella ed alcuni locali al primo piano con pareti affrescate, il prospetto porticato nel cortile, il pozzo e la pavimentazione in ciottoli calcarei nel cortile che ha funzione di drenaggio per la imponente cisterna.