Comune di MUGNANO DEL CARDINALE ( AV )
Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 4910
Superficie : 12,14 KmQ
Altitudine
: 250 M/slm
Municipio
Piazza Umberto
I 83027
Telefono:
Fax:
Pro Loco
Via Roma 83027
Telefono:
Presidente: D’Apolito Andrea
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Attraversato dalla strada
statale 7 bis, o Nazionale delle Puglie, Mugnano del Cardinale dista
Cenni storici
L’attuale
territorio di Mugnano del Cardinale era sicuramente abitato già in epoca romana
(e probabilmente anche prima), come testimoniano numerosi storiografi locali, i quali citano non pochi ritrovamenti archeologici avvenuti
soprattutto fra il 1600 e il 1700, i cui reperti sono purtroppo andati quasi
tutti perduti.
La
«romanizzazione» del territorio mugnanese e dell’intera area avellana avvenne
quasi certamente fra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., allorquando si
verificarono in tutto l’Agro nolano consistenti deduzioni di veterani
dell’esercito romano, ai quali furono assegnate vaste estensioni di terreni
coltivabili.
Col
tempo, alcune di tali proprietà si ingrandirono o raggiunsero per qualche
particolare motivo una certa importanza, sicché le loro denominazioni divennero
veri e propri toponimi, alcuni dei quali sono sopravvissuti sino ad oggi e
proprio ad uno di tali toponimi (fundus Munianus, cioè «fondo di Munio») gli
studiosi collegano l’etimologia del termine «Mugnano».
È
nota l’esistenza di una sontuosa costruzione di epoca romana, sorta
(verosimilmente in età imperiale) nel sito collinare oggi conosciuto col
toponimo di San Pietro a Cesarano (a ridosso dell’attuale centro abitato di
Mugnano d. Card.), dove – nel corso del XVIII secolo – vennero alla luce
mosaici, sculture e resti di un impianto termale.
Il
primo nucleo abitato di Mugnano, corrispondente – secondo gli storici –
all’attuale quartiere «Cordadauro», sorse con molta
probabilità fra l’XI e il XII secolo, allorquando la
baronia di Avella, a seguito della conquista normanna, fu interessata dal
dissodamento e dalla rimessa a coltura di vaste estensioni di territorio
(abbandonate nell’Alto Medioevo) e dalla creazione di nuovi insediamenti
abitativi, uno dei quali fu proprio Mugnano.
Nel
1312 Riccardo (II) Scillato, barone del feudo di
Litto e Ponte Mignano, che comprendeva anche Mugnano,
cedette questo territorio all’Abbazia di Montevergine, ricevendo in cambio
altri territori che l’Abbazia possedeva nel Salernitano.
Nel 1430 l’abbazia di
Montevergine ed i feudi che essa possedeva divennero una «commenda», furono
cioè sottoposti all’autorità di un cardinale «commendatario» e non più
all’abate.
Fra il 1465 e il 1485 tale «commenda» fu retta dal cardinale Giovanni
d’Aragona, il quale – fra le molte opere realizzate – fece anche costruire nei
pressi di Mugnano un grande palazzo in stile badiale (ancora oggi in parte
esistente) quale sede ufficiale del cardinale commendatario di Montevergine e
perciò chiamato «palazzo del cardinale».
Intorno
a tale palazzo si formò progressivamente una piccola borgata che, dal palazzo,
prese il nome di «Cardinale» e che oggi, col medesimo toponimo, costituisce uno
dei più estesi rioni del paese.
Nel
Nel
1511 la «Commenda» di Montevergine passò al cardinale Ludovico d’Aragona, il
quale quattro anni dopo la vendette alla Casa
dell’Annunziata di Napoli, che era all’epoca uno dei maggiori enti
assistenziali del Regno di Napoli. Di conseguenza anche Mugnano, passò sotto la
giurisdizione feudale della Casa dell’Annunziata, ove formalmente rimase sino
all’abolizione della feudalità nel 1806.
Durante
la breve vita della Repubblica Napoletana del
L’avvenimento
più importante per la storia di Mugnano si verificò nel 1805 allorquando il
sacerdote mugnanese Francesco Di Lucia portò a Mugnano i resti di una giovane
martire cristiana rinvenuti tre anni prima nelle catacombe romane di Santa
Priscilla, dando così inizio al culto di Santa Filomena, diffusosi ben preso in
tutto il Meridione grazie anche alla protezione di Ferdinando II di Borbone.
Nel
periodo postunitario Mugnano del Cardinale e l’intera area del Baianese –
staccate nel 1861 dalla provincia di Terra di Lavoro ed aggregate a quella di
Avellino – furono travagliate dal fenomeno del brigantaggio.
Beni culturali, artistici, storici,
ambientali
Manifestazioni ed eventi