Comune di LIONI (AV)
Popolazione,
Superficie, Altitudine slm
Abitanti: 6.279
Superficie: 46,15 kmq
Altezza: 550 mt/slm
Municipio
Piazza Vittorio Emanuele III 83047
Telefono: 0827/42486
Fax: 081/42127
Pro Loco
Corso Umberto
I 83047
Telefono: 348/5800146
Sito internet: www.prolocolioni.org
E-mail:
prolocolioni@yahoo.it
Presidente: Cavallaro Consolato Orazio
Distanza
dal Capoluogo e percorso stradale;
Lioni dista 50 km dal capoluogo di provincia e 104 dal
capoluogo di regione.
Da Avellino S.S. 7 Ofantina Bis (uscita Lioni)
Dalla A-16 Napoli-Bari (uscita
Grottaminarda proseguire per 35
km)
Dalla A-3 Salerno-Reggio
Calabria (uscita Contursi T. proseguire per 30 km sulla Fondo Valle Sele)
In Treno: stazione ferroviaria di Lioni sulla linea Avellino-Rocchetta
Cenni
storici.
Lioni fu certamente uno dei tanti " vici
", nei quali vivevano gli abitanti di Ferentino. Livio scrisse che gli
abitanti di alcune città dei dintorni avevano deciso insieme di darsi alla fuga
e le parole dei prigionieri risultarono veritiere. Anche la popolazione di
Lioni dovette trovare scampo nella fuga per evitare la morte o la prigionia. A
mano a mano si estese a ridosso delle due colline e raggiunse verso oriente , il rione Spirito Santo fino a " li fuossi " ,
lArco dell'Annunziata e, deviando verso nord , le mura del " Forte
Caracciolo" , la
Via Torricella e Via Irpina: quest'ultima fu la strada
principale di Lioni dei primi secoli. Questa fu l'antica Lioni fino al 1300
circa. Dei primi secoli di vita di Lioni nessun documento scritto è stato
tramandato, il primo rimonta all'anno 833 dell'era cristiana. Lioni viene
chiamata nei vecchi documenti anche Liuni, Leoni, Leonum, Leonibus , Terra Leonum. Lioni era un comune autonomo e
indipendente, come è dimostrato dalla sua cessione in corte alla Badessa di S.
Sofia. Verso il 1250 gli abitanti di Oppido Nuovo cominciarono a trasferirsi nel Casale di Lioni, l'esodo continuò per tutto il secolo,
tanto da suscitare la reazione di Giacomo de Oppido, suffeudatario della
Contessa di Apice, contro la feudataria di S. Angelo dei Lombardi, che li
allettava a trasferirsi a Lioni, che dipendeva da lei. Ma questo non bastò,
poichè nel 1297 Filippo Frainella, nuovo suffeudatario di Oppido, espose alla
Regia Corte che il suo territorio di giorno in giorno si andava spopolando,
perchè i vassalli si trasferivano nel casale "li
Liuni". Il conte Ser Giovanni Caracciolo del
Sole di Avellino (noto drudo della Regina, fatto poi da lei assassinare la sera
del 19 agosto 1431), acquistò per diecimila ducati la Contea, che l'anno
successivo cedette al fratello Marino. Questi fu un grande diplomatico e un
valoroso condottiero in guerra: costruì a Lioni una fortezza, nota col nome di
"Forte Caracciolo", che venne poi ceduta al Comune di Lioni. Durante
un incendio andarono distrutti tutti i documenti che riguardavano Lioni antica e quei pochi che potettero essere salvati
finirono sotto le macerie causate dai terremoti del 1694 e del 1732. E così
Lioni venne messa a ferro e fuoco dalla ferocia di un mostro, proprio mentre il
mondo intero festeggiava la scoperta dell'America ed augurava un avvenire più
lieto per l'umanità e costumi più raddolciti. Frattanto l'Università della
Terra di Lioni si sollevava dalla grave sciagura e provvedeva a riparare non
soltanto le abitazioni, ma anche la Chiesa. E così la più antica campana, fusa nel
1494, potè chiamare, con il suo noto suono argentino, i superstiti alla
preghiera e infondere nei loro cuori il coraggio necessario a vivere e la
rassegnazione cristiana. La popolazione, che si era assottigliata nel 1496, continuo' a diminuire nel 1527 a causa della peste:
nel 1532 gli abitanti si ridussero a soli 1104. La Chiesa Matrice, che
è stata sempre municipale, come è anche adesso, ossia con patronato
dell'Università della Terra di Lioni, danneggiata ancor più dal terremoto del
1536 e resa pericolante dal terremoto del luglio 1561, venne demolita. La nuova
Chiesa Matrice venne consacrata nel 1580 e riconsacrata l'8 luglio 1702. Da una
statistica ufficiale (scrivono G. e L. Sansone) rileviamo che Lioni nel 1532
contava 1104 abitanti, che nel 1656 questi salirono a 2112. Pero' proprio nel
1656 la peste decimo' la popolazione . Nessun danno
subì Lioni per il terremoto del 9 novembre 1680 e per quello del 5 giugno 1688,
che rasero al suolo S. Angelo dei Lombardi. Nel 1694 Lioni ebbe 45 vittime a
causa del terribile terremoto, che demolì fin dalle fondamenta paesi e città. Nel
1742 venne riaperta al culto la
Chiesa dell'Annunziata; nel 1743 la Chiesa Madre,; nel 1748 venne riedificata la cappella di S. Antonio; nel
1759 quella di S. Carlo e nel 1785 venne ingrandita la Chiesa di S. Rocco, mentre
non venne più costruita la cappella del Carmine, che era all'ingresso del
Cimitero di S. Rocco. Nel 1914 vennero approvati i progetti per l'acquedotto e
per l'edificio scolastico, che non poterono essere mandati ad effetto a causa
della prima guerra mondiale, che l'anno successivo vide l'Italia in armi. Si
ebbe così un periodo di stasi nelle opere pubbliche, interrotta solo dalla
costruzione del campanile, accanto alla Chiesa di S. Rocco, nel 1916. Le
amministrazioni, che si succedettero dopo la prima guerra mondiale, diedero
maggiore impulso alla costruzione di opere pubbliche e si dedicarono innanzi
tutto ad estendere le fognature ed a pavimentare un gran numero di strade
interne. Nel 1921 venne approvata la delibera per la costruzione di un
"Monumento ai Caduti" della guerra 1915 - 18 per L.2000. Nel 1922
venivano approvati il "Capitolato d'appalto per la costruzione
dell'acquedotto e norme per la gara". Fu questa l'opera, che ridonda in
modo particolare ad onore dell'amministrazione del tempo, con a capo il Sindaco
D'Urso Dott. Antonio, che seppe così sopperire alla carenza di acqua. Dopo un
periodo burrascoso, che va dal primo novembre 1928 fino al 29 luglio 1933, in cui si
alternarono ben dieci tra podestà e commissari prefettizi, venne nominato
podestà il Direttore didattico Ricca Vitale, che per più di quattro anni resse
le sorti del Comune. In quegli anni Lioni si arricchì della casa dell'Opera
Nazionale Maternità e Infanzia (O.N.M.I.), del Consorzio Antitubercolare e
dell'Edificio Scolastico "Teodoro Capocci", che però non venne
ultimato e solo dopo la seconda guerra mondiale, e precisamente il sette
gennaio 1948, potè accogliere le scolaresche, che fino a quel momento erano
state sistemate in separati locali di fortuna, quasi tutti a pian terreno. Oggi
Lioni si presenta al visitatore come una pittoresca e accogliente cittadina,
con strade pulite e ben tenute, che permettono al centro un traffico intenso e
che danno la possibilità di raggiungere facilmente le varie contrade di
campagna.
Beni
culturali, artistici, storici, ambientali
Chiesa di Santa Maria Assunta
L’edificio, che nel suo primo impianto risale alla
seconda metà del XVI secolo, ha subito nel corso della sua storia diverse
ricostruzioni dovute ai danni provocati da vari e disastrosi eventi sismici.
Interessanti sono la facciata, con portale lapideo in stile barocco, e la torre
campanaria con paramento in conci regolari di calcare. All’interno si
conservano un antico bassorilievo di marmo raffigurante S.Michele
e datato al XVI secolo e due statue lignee settecentesche realizzate dall’artigiano-artista
Pietro Nittoli.
Chiesa dell’Annunziata
L’impianto architettonico originario risale al XVI
secolo,ma l’edificio ha subito importanti interventi
di ricostruzione in seguito al sisma del 1980. La facciata mostra ancora un
portale lapideo ottocentesco e lesene al primo e dal secondo ordine.
All’interno sono custodite diverse opere d’arte,tra
cui un dipinto seicentesco con un’Annunciazione ed una tela del XVIII secolo
raffigurante Maria al Tempio. Notevole è l’altare in marmi policromi di scuola
napoletana del Settecento. All’angolo sinistro posteriore dell’edificio svetta
la torre campanaria con l’orologio civico del 1923.
Santuario di San Rocco
La chiesa, ricostruita interamente dopo il sisma del
1980,
con l’annesso convento dei
frati minori,si caratterizza per la sua architettura monumentale con un’alta
cupola circolare. Dell’originario complesso si conserva solo lo splendido
portale lapideo in stile barocco. All’interno è conservata la statua lignea
realizzata dal Nittoli.
Centro storico
Dell’antico nucleo urbano, completamente
rimaneggiato in seguito al sisma del 1980, si conservano diversi portali in
pietra datati tra il 1700 e il 1900.
Chiesa di Santa Maria del Piano
Interessante
chiesa rurale con resti murali risalenti all’antico impianto della fine del
1700
L’area archeologica del monte Oppido Vetere
Castrum di origine Sannitica. Si tratta di un
sistema difensivo realizzato sulla cresta della montagna e costituito da grossi
blocchi di pietra non lavorati,tenuti insieme dal loro
stesso peso,vale a dire senza utilizzo di malta. Quest’opera,facilmente
raggiungibile seguendo la strada che da Lioni conduce all’alto piano del Laceno,fu realizzata ventitrè
secoli fa dai Sanniti nel tentativo di resistere agli attacchi dei Romani.
Località Gavitoni
Suggestiva località montana attrezzata ad area
pic-nic, distante circa dieci km dal centro abitato.
La cascata di Brovesao
Mostra permanente sulla strada ferrata Avellino-Rocchetta
Museo etnografico
Manifestazioni ed eventi:
-
Festa e Fiera di San Rocco 16 Agosto
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Festa di San Bernardino 2 Maggio.
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Festa di S.Antonio 13 Giugno.
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Fiera del Carmine 16 Luglio.
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Fiera dell’Annunziata 25 Maggio.
-
Fiera di San Bernardino 20 Maggio.
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Fiera di S.Maria del Piano 2 Luglio.
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Festa di San Carlo 4 Novembre.
-
Expo Intercomunale prima decade di Agosto.