Comune di GROTTAMINARDA ( AV )
Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 8274
Superficie : 28,94 KmQ
Altitudine
: 405 M/slm
Municipio
Via Aldo Moro 83035
Telefono:
Fax:
Pro Loco Valle
Ufita
Via Luigi Pirandello 14 83035
Telefono:
Sito internet:
www.prolocovalleufita.org
E-mail:
vincenzobarrasso@yahoo.it
Presidente: Grella Sergio
Pro Loco Grottaminarda
Via Castello 10 83035
Telefono:
Sito internet:
www.prolocogrotta.it
E-mail:
prolocogrotta@virgilio.it – prolocogrotta@libero.it
Presidente: Fulchino Lina
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Distanza
dal capoluogo AVELLINO: 40
Autostrada
Napoli-Bari, uscita Grottaminarda
Cenni storici
L'odierno paese è situato su una dorsale posizionata all'imbocco della media valle dell'Ufita, ai margini dei ridossi collinari Catauro e Tamauro, lungo un importante snodo viario che fin dalla preistoria ha reso agevole il passaggio dal Tirreno al litorale Adriatico, grazie alla presenza di naturali vie di comunicazioni riprese in epoca romana da una variante dell'Appia (Via Aurelia Aeclanensis) e successivamente dalla Nazionale delle Puglie.
Gruppi
umani ne hanno frequentato il territorio fin dal Neolitico
antico (V-IV millennio a.C.), come testimoniano i recenti ritrovamenti nelle
campagne grottesi di frammenti di ceramica impressa d'impasto grossolano,
decorati da motivi digita lati o cardiali, riferibili alla corrente culturale
di Rendina.
Ad
una fase finale dell'età neolitica (fine IV-inizi III millennio a.C.) si
colloca una stazione preistorica da localizzare con molta probabilità in
contrada Ciavolone, da dove provengono numerose ceramiche d'impasto
bruno o rossastro ascrivibili alla Cultura di Diana-Bellavista, tra cui
sono le tipiche anse a rocchetto e vari strumenti in selce garganica
(raschiatoi, lame, coltelli) o in ossidiana liparota (elementi di falcetto e
lamelle).Il periodo Eneolitico (III millennio a.C.) è documentato nelle contrade
San Pietro e Bosco, dove la presenza di una stazione preistorica è attestata
dal ritrovamento di numerosi frammenti ceramici d'impasto con superficie
esterna lavorata a squame o ad embrici, stilisticamente vicini all'orizzonte
culturale di Laterza, mentre alcuni resti di vasi campaniformi con anse a
gomito si datano alla fine del III millennio a.C.
Durante
l'età del Bronzo, le campagne grottesi sono frequentate da altri gruppi umani,
come attestano la scoperta di un esemplare di ansa ad ascia e il recupero di
alcune forme ceramiche del Protoappenninico (XVI secolo a.C.). Alla tarda età
del Ferro (VIII-VI secolo a.C.) vengono datati una punta di lancia di bronzo
con lama a fiamma e immanicatura a cannone e un askos acromo, decorato da
motivi geometrici dipinti, importato dalla vicina Daunia. Durante la
dominazione dei Samnites Hirpini (V-IV secolo a.C.) nella zona sorgono piccoli
insediamenti rurali costituiti da una serie di unità abitative la cui presenza
è segnalata dalla scoperta di tombe che hanno restituito corredi funerari
ricchi di vasellame a vernice nera. Il ritrovamento di una serie di pesi
viitili da telaio dello stesso periodo conferma la diffusa pratica
dell'allevamento e della lavorazione della lana, di cui evidentemente viene
praticato il commercio con l'Apulia.
In
epoca romana tutta la zona rientra nella giurisdizione della vicina colonia di
Aeclanum (Passo di Mirabella) ed è costellata dalla presenza di ben organizzate
ville rustiche di produzione, la cui diffusione sembra essere attestata sia
dalle numerose aree di frammenti fittili rilevate in gran parte dell'odierno
territorio comunale sia dal ritrovamento di frammenti ceramici d'uso comune,
elementi architettonici in marmo e in calcare locale (colonne, cornici,
capitelli, blocchi squadrati), monete ed iscrizioni funerarie, avvenuto nelle
località Sant'Andrea di Carpignano, Bosco, Versura, Ruvitiello e nei pressi del
fiume Ufita, dove sembra sia stato trovato anche un gruppo di terrecotte
votive, lucerne e vasi miniaturistici del III secolo a.C.
Da
Grottaminarda provengono, infine, una statua panneggiata in breccia calcarea
rosata raffigurante una divinità femminile, una testa ritratto
marmorea di Druso Senior di epoca augustea scoperta tra i ruderi del
Castello d'Aquino, una statua femminile panneggiata con attributi di Cerere di
età imperiale, oggi rispettivamente conservate nel Convento dei Padri Mercedari
della frazione Carpignano, nel locale Antiquarium comunale e presso il Museo
Archeologico Irpino di Avellino.
Beni culturali, artistici, storici,
ambientali
Manifestazioni ed eventi