Comune di GESUALDO ( AV )

Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 3.829
Superficie : 27,13 KmQ
Altitudine
: 676 M/slm
Municipio
Via Municipio 10 83040
Telefono:
Fax:
|
PROLOCO
CIVITATIS IESUALDINAE TEL. 349.0565272 E- mail :
prolocogesualdo@yahoo.it Sito internet : www.prolocogesualdo.it |
ASTREA GESUALDO
– Associazione Culturale TEL. 345.5004583 E- mail : astreagesualdo@hotmail.it Sito internet :
http://astreagesualdo.jimdo.com/ |
Pro Loco
Via Municipio 83040
Telefono:
E-mail:
info@prolocogesualdo.it
Presidente: De Cicco Vincenzo
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Distanza
dal capoluogo AVELLINO: 45
Cenni storici
La
felice esposizione a sud, sul fianco nord della valle del fiume Fredane, affluente del Calore Irpino,
ha permesso che l'attuale territorio del comune di Gesualdo sia stato
frequentato fin dalla preistoria. Alla fine del III millennio a.C. si fanno
risalire resti di strutture di un insediamento e una necropoli
con tombe a fosso esplorate dal Penta nel 1893, in località Fiumane,
vicino al fiume Fredane. Questi rinvenimenti nel territorio gesualdino,
testimoniano tracce della presenza umana dell'Eneolitico,
del Neolitico
e del Paleolitico.
La
struttura antica di Gesualdo è in effetti il risultato
di più costruzioni avvenute intorno ad una rocca costruita, in epoca
longobarda, a protezione del ducato di Benevento. Tale rocca fu donata,
secondo lo storico locale Giacomo Catone, nel VII secolo
d.C., da Romualdo, duca di Benevento, agli eredi del cavaliere che, da eroe leggendario,
per difendere il proprio duca, si immolò, durante la guerra tra i Longobardi
e i Bizantini
capeggiati dall'imperatore Costante II quando costui tentò di
conquistare l'Occidente.
Secondo gli storici l'eroe longobardo, balio del duca Romualdo, si chiamava
Gesualdo e di conseguenza bisogna supporre che la terra donata agli eredi del
cavaliere fosse chiamata Gesualdo. Tutti questi storici si rifanno alla autorevole Historia longobardorum di Paolo Diacono,
il quale però dice che l'eroico cavaliere si chiamava Sessualdo e non parla di
donazioni agli eredi. L'ipotesi di Cipriano de Meo, in La città di Gesualdo
contributo di studi e ricerche
edito dalla Pro loco Civitatis Iesualdinæ, è che il suddetto
cavaliere si chiamasse Gis o Ghiz. In quel tempo le terre donate intorno alla
rocca erano coperte di boschi. In tedesco bosco si dice "wald",
allora per dire "Il bosco di Gis" si diceva Gis-wald che
successivamente si è trasformato in Gisivaldum ed infine in Gesualdo.
La
prima citazione della "rocca di Gesualdo" è del 1137. Pertanto è solo
nell'epoca normanna che Gesualdo cominciò ad avere uno sviluppo dell'aggregato
urbano intorno alla suddetta rocca che fu trasformata in castrum e poi col passare
dei secoli da struttura difensiva ad abitativa, fino a diventare quel maestoso
e possente castello che possiamo ammirare e che caratterizza il nostro
panorama.
La
dinastia normanna che signoreggiò Gesualdo ha avuto origini da Guglielmo.
Guglielmo fu il primo signore di Gesualdo di cui abbiamo notizie con documento
del 1141.
Alla morte di Guglielmo, avvenuta intorno al 1150 subentrò suo figlio
Elia, 2° signore di Gesualdo. Nel 1152, ampliò il feudo che ai suoi tempi comprendeva: Gesualdo,
Frigento,
Acquaputida, oggi Mirabella Eclano, Paterno oggi Paternopoli,
S. Mango, Bonito, Lucera, S.
Lupolo (presso Lucera), ed inoltre gli avevano prestato giuramento di fedeltà
vassallatica i feudatari di Grottaminarda, Villamaina, Castelvetere, Taurasi,
Rocca S. Felice, Lapio, Candida, Monteaperto, Montemiletto, Montemarano,
Girifalco, Castelfranci, Chiusano, Poppano, Serpico, Serra, Baiano (contrada
fra Castelfranci, Nusco e Ponteromito), Torella dei Lombardi e Fontanarosa.
Ruggero, 3° signore di Gesualdo, nel maggio del 1206 cedette il fondo
detto "Il Pesco" al monastero di Montevergine in cambio del canone
annuo di
Alla
morte di Elia subentrò il figlio Nicolò I Gesualdo, 5° signore di Gesualdo. Egli
partecipò alla guerra che il re Carlo II d'Angiò fece per recuperare
Beni culturali, artistici, storici,
ambientali
Manifestazioni ed eventi
COME RAGGIUNGERE GESUALDO :
10KM USCITA
GROTTAMINARDA A16 – 7° KM STATALE 303 DIREZIONE LACEDONIA –
5KM USCITA
PATERNOPOLI OFANTINA
Programma tipo
Ore 09,45 - Accoglienza turisti c/o l’Ufficio Informazioni Turistiche (Piazza Neviera).
Ore
Ore
Ore
N.B. In occasione delle manifestazioni culturali di Gesualdo verranno definiti Pacchetti Turistici più dettagliati.
(Carnevale Gesualdino mese Febbraio, Passione del Venerdi Santo periodo pasquale, Feste Religiose – Volo dell’Angelo mese agosto, Presepe Vivente mese Dicembre)
I Itinerario
CASTELLO - CENTRO STORICO di Gesualdo
Con l’arrivo in piazza neviera,
parte la visita al paese del principe dei musici. Sito al centro del paese, Il Castello di Gesualdo domina l’abitato
segnandone il panorama di scorci incantati dai riflessi quasi fiabeschi. Venne fatto costruire su volere dei
Longobardi. Il maniero divenne di proprietà di Carlo Gesualdo, uno tra i migliori musicisti del Cinquecento, che
lo trasformò da austero maniero in rinascimentale residenza, qui visse fino
alla morte avvenuta nel 1613 facendone corte raffinata di cultura. Al musicista
di nobile famiglia è legata la tragedia amorosa che lo portò ad uccidere la
moglie Maria d'Avalos ed il suo amante. Il castello è caratterizzato da una
pianta rettangolare rafforzatata agli angoli da
torrette semicircolari ed ha più la parvenza di un edificio signorile ad uso
residenziale che di un maniero-fortezza. Al cospetto del maniero che fu dimora
di Carlo Gesualdo, l’attenzione
spazia tra l’imponenza della Chiesa del Rosario che domina la piazza fino alle
fortificazione del castello, memoria della potenza feudale di Gesualdo.
Seguendo un naturale percorso verso il sole, ecco le scale che conducono alla
sottostante piazza umberto
I con la fontana a vasche circolari posta al centro con
di fronte al Cappellone,
imponente costruzione che da simbolo religioso divenne poi col tempo tribunale
e testimone secolare della storia della comunità. Con il panorama della
sterminata valle del fredane sullo sfondo,
sulla destra ecco
II Itinerario
LE CHIESE di Gesualdo
La chiesa del SS
ROSARIO piazza Neviera.
Fu iniziata dal principe Carlo Gesualdo, che però riuscì a gettare solo le fondazioni, e terminata da Nicolò Ludovisi nella prima metà del XVII sec. Conseguì il titolo di Arciconfraternita nel 1912. È a tre navate, comprende nove altari di marmo policromo ben lavorati in stile barocco, una deliziosa balaustra e un bel coro in legno intarsiato. L'altare maggiore, dedicato alla Vergine del Rosario, è veramente magnifico e ricco, tutto in marmi policromi come la bella balaustra. Dietro l'altare maggiore vi è un bel coro in legno intarsiato. L'altare che si trova a destra entrando è dedicato a S. Vincenzo Ferreri. Nella nicchia vi è una statua del santo, egregiamente scolpita e fregiata di ricca colonna e diadema in argento. Degni di essere ricordati sono il pulpito e l'organo. L'ultima domenica d'agosto si celebra, in grande e sentita partecipazione popolare, la festa in onore di S. Vincenzo Ferreri durante la quale si svolge il tradizionale "volo dell'angelo".
Il più antico luogo di culto di
Gesualdo, la chiesa intitolata al Vescovo di Mira S. Nicola, sorse
probabilmente intorno al XII secolo a ridosso delle mura del castello, sul
declivio del borgo medioevale. Di questo primo impianto mancano i riscontri
documentali, anche se l'esistenza di una cripta, fatta murare dal vescovo Torti
Rogadei nel XVIII secolo, caratterizzante le chiese
sorte tra XI e XIII secolo, può far pensare ad un impianto medievale.Le
più antiche notizie attestanti l'esistenza della chiesa risalgono ai primi
decenni del XVI secolo, anni in cui Gesualdo passò dal breve dominio del
capitano spagnolo Consalvo de Cordova a quello del feudatario Fabrizio Gesualdo
e del figlio di questi Luigi IV. Durante il dominio dei Gesualdo la chiesa subì vari restauri ed ampliamenti in
parte ancora leggibili, dopo i recenti restauri, nella parte più antica della
muratura e ricordati da lapidi inserite all'interno del sacro edificio. Nel
1538, durante l'arcipretura del reverendo Mastronicola,
la chiesa venne arricchita dalla tribuna e dal coro ligneo. L'edificio fu
abbattuto e ricostruito nel 1760, nelle forme in cui ancora attualmente appare.
Chiesa Santa Maria delle
Grazie – Convento dei Padri Cappuccini – Cella di San Pio da Pietrelcina
La chiesa è situata in fondo alla
via Cappuccini, con annesso Convento dei PP. Cappuccini. Furono fatti erigere
dal principe Carlo Gesualdo nel 1592, come si legge sulla lapide apposta sulla
facciata del convento. Il convento, ampliato da Nicolò Ludovisi nel 1629, è
stato danneggiato dal sisma del