Comune di  GESUALDO  ( AV )

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Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.

Popolazione : 3.829

Superficie : 27,13 KmQ

Altitudine : 676 M/slm

 

Municipio

Via Municipio 10  83040

Telefono: 0825/401003

Fax: 0825/401358

 

PROLOCO CIVITATIS IESUALDINAE

TEL. 349.0565272

                 E- mail : prolocogesualdo@yahoo.it

Sito internet : www.prolocogesualdo.it

 

ASTREA GESUALDO – Associazione Culturale

TEL. 345.5004583

        E- mail : astreagesualdo@hotmail.it

Sito internet : http://astreagesualdo.jimdo.com/

 

 

Pro Loco

Via Municipio  83040

Telefono: 339/2495351

E-mail: info@prolocogesualdo.it

Presidente: De Cicco Vincenzo

 

Distanza dal Capoluogo e percorso stradale

Distanza dal capoluogo AVELLINO: 45

 

Cenni storici

La felice esposizione a sud, sul fianco nord della valle del fiume Fredane, affluente del Calore Irpino, ha permesso che l'attuale territorio del comune di Gesualdo sia stato frequentato fin dalla preistoria. Alla fine del III millennio a.C. si fanno risalire resti di strutture di un insediamento e una necropoli con tombe a fosso esplorate dal Penta nel 1893, in località Fiumane, vicino al fiume Fredane. Questi rinvenimenti nel territorio gesualdino, testimoniano tracce della presenza umana dell'Eneolitico, del Neolitico e del Paleolitico.

La struttura antica di Gesualdo è in effetti il risultato di più costruzioni avvenute intorno ad una rocca costruita, in epoca longobarda, a protezione del ducato di Benevento. Tale rocca fu donata, secondo lo storico locale Giacomo Catone, nel VII secolo d.C., da Romualdo, duca di Benevento, agli eredi del cavaliere che, da eroe leggendario, per difendere il proprio duca, si immolò, durante la guerra tra i Longobardi e i Bizantini capeggiati dall'imperatore Costante II quando costui tentò di conquistare l'Occidente. Secondo gli storici l'eroe longobardo, balio del duca Romualdo, si chiamava Gesualdo e di conseguenza bisogna supporre che la terra donata agli eredi del cavaliere fosse chiamata Gesualdo. Tutti questi storici si rifanno alla autorevole Historia longobardorum di Paolo Diacono, il quale però dice che l'eroico cavaliere si chiamava Sessualdo e non parla di donazioni agli eredi. L'ipotesi di Cipriano de Meo, in La città di Gesualdo contributo di studi e ricerche edito dalla Pro loco Civitatis Iesualdinæ, è che il suddetto cavaliere si chiamasse Gis o Ghiz. In quel tempo le terre donate intorno alla rocca erano coperte di boschi. In tedesco bosco si dice "wald", allora per dire "Il bosco di Gis" si diceva Gis-wald che successivamente si è trasformato in Gisivaldum ed infine in Gesualdo.

La prima citazione della "rocca di Gesualdo" è del 1137. Pertanto è solo nell'epoca normanna che Gesualdo cominciò ad avere uno sviluppo dell'aggregato urbano intorno alla suddetta rocca che fu trasformata in castrum e poi col passare dei secoli da struttura difensiva ad abitativa, fino a diventare quel maestoso e possente castello che possiamo ammirare e che caratterizza il nostro panorama.

La dinastia normanna che signoreggiò Gesualdo ha avuto origini da Guglielmo. Guglielmo fu il primo signore di Gesualdo di cui abbiamo notizie con documento del 1141. Alla morte di Guglielmo, avvenuta intorno al 1150 subentrò suo figlio Elia, 2° signore di Gesualdo. Nel 1152, ampliò il feudo che ai suoi tempi comprendeva: Gesualdo, Frigento, Acquaputida, oggi Mirabella Eclano, Paterno oggi Paternopoli, S. Mango, Bonito, Lucera, S. Lupolo (presso Lucera), ed inoltre gli avevano prestato giuramento di fedeltà vassallatica i feudatari di Grottaminarda, Villamaina, Castelvetere, Taurasi, Rocca S. Felice, Lapio, Candida, Monteaperto, Montemiletto, Montemarano, Girifalco, Castelfranci, Chiusano, Poppano, Serpico, Serra, Baiano (contrada fra Castelfranci, Nusco e Ponteromito), Torella dei Lombardi e Fontanarosa. Ruggero, 3° signore di Gesualdo, nel maggio del 1206 cedette il fondo detto "Il Pesco" al monastero di Montevergine in cambio del canone annuo di 25 once d'oro stipulato dal padre. La Baronia di Gesualdo si ridusse, in epoca sveva, al solo possesso di Gesualdo, Frigento, Taurasi e Mirabella Eclano. Dopo Ruggero furono signori di Gesualdo dei tedeschi, nominati da Federico II.

Alla morte di Elia subentrò il figlio Nicolò I Gesualdo, 5° signore di Gesualdo. Egli partecipò alla guerra che il re Carlo II d'Angiò fece per recuperare la Sicilia. Il 20 febbraio 1299 gli fu confermato dal re Carlo II d'Angiò il possesso della baronia di Gesualdo. Morì nel 1300. Nel 1335 la famiglia Gesualdo promosse la fondazione del monastero dei Celestini a Gesualdo (attualmente sede del Comune). Nel 1365 Mattia II Gesualdo, figlio di Nicolò II, nipote abiatico di Mattia I comprò da Cobello Filangieri, per 650 once d'oro, il feudo di Gesualdo e il casale di Volpito. Ritornò così il feudo di Gesualdo alla famiglia Gesualdo.

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali

  • il Centro Storico, coi caratteri medioevali,
  • il Castello Medioevale, che costituisce una caratteristica del panorama e conserva le primitive torri e il suggestivo cortile.
  • La Chiesa di San Nicola della metà del VXIII secolo, ha una facciata barocca e il portale del 1760 in pietra scolpita,al suo interno è abbellito da un monumentale organo e un’antica fonte battesimale.
  • La Chiesa di Santa Maria della Pietà, di epoca settecentesca, custodisce un bel coro ligneo, una fonte battesimale in alabastro e alcuni dipinti del ‘700 e dell’800.
  • La Chiesa di Santa Maria degli Afflitti dove si può ammirare il dipinto di Guarini di Solfora.
  • E’ consigliata la visita anche al Cappellone, una costruzione architettonica di grande interesse monumentale, oggi luogo sacro, ma in passato adibito a “sedile” (luogo di ritrovo) della nobiltà e sede di Dogana.
  • L’edilizia civile, infine, propone Palazzo Pisapia, due Fontane del ‘600 e la Rotonda della Nevera, che serviva a conservare la neve per mantenere gli alimenti e assumeva il ruolo di torre di guardia sul dirupo verso il Calore.

 

Manifestazioni ed eventi

  • Sfilata dei carri    Carnevale.
  • Festa di San Vincenzo Ferreri   ultima domenica di Agosto.
  • Festa di San Rocco   penultima domenica di Agosto.
  • Presepe vivente    23 al 25 Dicembre.
  • Sagra del peperoncino   12 Settembre.
  • Festa dei trattori  a Sant’Elia.

COME RAGGIUNGERE GESUALDO :

10KM USCITA GROTTAMINARDA A16 – 7° KM STATALE 303 DIREZIONE LACEDONIA –

5KM USCITA PATERNOPOLI OFANTINA

Programma tipo

Ore 09,45 - Accoglienza turisti c/o l’Ufficio Informazioni Turistiche (Piazza Neviera).

Ore 10.00 - Visita al Castello e Centro Storico di Gesualdo

Ore 13.00 - Pranzo a base di gastronomia gesualdina presso ristoranti del posto.

Ore 16.00 - Visita alle Chiese di Gesualdo.

 

N.B. In occasione delle manifestazioni culturali di Gesualdo verranno definiti Pacchetti Turistici più dettagliati.

(Carnevale Gesualdino mese Febbraio, Passione del Venerdi Santo periodo pasquale, Feste Religiose – Volo dell’Angelo mese agosto, Presepe Vivente mese Dicembre)

I Itinerario

CASTELLO - CENTRO STORICO di Gesualdo

Con l’arrivo in piazza neviera, parte la visita al paese del principe dei musici.  Sito al centro del paese, Il Castello di Gesualdo domina l’abitato segnandone il panorama di scorci incantati dai riflessi quasi fiabeschi.  Venne fatto costruire su volere dei Longobardi. Il maniero divenne di proprietà di Carlo Gesualdo, uno tra i migliori musicisti del Cinquecento, che lo trasformò da austero maniero in rinascimentale residenza, qui visse fino alla morte avvenuta nel 1613 facendone corte raffinata di cultura. Al musicista di nobile famiglia è legata la tragedia amorosa che lo portò ad uccidere la moglie Maria d'Avalos ed il suo amante. Il castello è caratterizzato da una pianta rettangolare rafforzatata agli angoli da torrette semicircolari ed ha più la parvenza di un edificio signorile ad uso residenziale che di un maniero-fortezza. Al cospetto del maniero che fu dimora di Carlo Gesualdo, l’attenzione spazia tra l’imponenza della Chiesa del Rosario che domina la piazza fino alle fortificazione del castello, memoria della potenza feudale di Gesualdo. Seguendo un naturale percorso verso il sole, ecco le scale che conducono alla sottostante piazza umberto I con la fontana a vasche circolari posta al centro con di fronte al Cappellone, imponente costruzione che da simbolo religioso divenne poi col tempo tribunale e testimone secolare della storia della comunità. Con il panorama della sterminata valle del fredane sullo sfondo, sulla destra ecco la Chiesa di San Nicola, incastonata nel borgo antico che da li si snocciola in migliaia di vicoli, strettoie che cingono la rocca fortificata tra palazzi austeri, giardini, botteghe finalmente riconsegnati alla vita dopo la faticosa rinascita del dopo terremoto. Il visitatore entrerà in un mondo in cui il tempo sembra essersi fermato al medioevo, intriso di quel misterioso fascino di cui la storia ha indissolubilmente segnato il borgo antico di Gesualdo.

 

II Itinerario

LE CHIESE di Gesualdo

La chiesa del SS ROSARIO piazza Neviera.

Fu iniziata dal principe Carlo Gesualdo, che però riuscì a gettare solo le fondazioni, e terminata da Nicolò Ludovisi nella prima metà del XVII sec. Conseguì il titolo di Arciconfraternita nel 1912. È a tre navate, comprende nove altari di marmo policromo ben lavorati in stile barocco, una deliziosa balaustra e un bel coro in legno intarsiato. L'altare maggiore, dedicato alla Vergine del Rosario, è veramente magnifico e ricco, tutto in marmi policromi come la bella balaustra. Dietro l'altare maggiore vi è un bel coro in legno intarsiato. L'altare che si trova a destra entrando è dedicato a S. Vincenzo Ferreri. Nella nicchia vi è una statua del santo, egregiamente scolpita e fregiata di ricca colonna e diadema in argento. Degni di essere ricordati sono il pulpito e l'organo. L'ultima domenica d'agosto si celebra, in grande e sentita partecipazione popolare, la festa in onore di S. Vincenzo Ferreri durante la quale si svolge il tradizionale "volo dell'angelo".

La Chiesa madre Chiesa di San Nicola

Il più antico luogo di culto di Gesualdo, la chiesa intitolata al Vescovo di Mira S. Nicola, sorse probabilmente intorno al XII secolo a ridosso delle mura del castello, sul declivio del borgo medioevale. Di questo primo impianto mancano i riscontri documentali, anche se l'esistenza di una cripta, fatta murare dal vescovo Torti Rogadei nel XVIII secolo, caratterizzante le chiese sorte tra XI e XIII secolo, può far pensare ad un impianto medievale.Le più antiche notizie attestanti l'esistenza della chiesa risalgono ai primi decenni del XVI secolo, anni in cui Gesualdo passò dal breve dominio del capitano spagnolo Consalvo de Cordova a quello del feudatario Fabrizio Gesualdo e del figlio di questi Luigi IV. Durante il dominio dei Gesualdo la chiesa subì vari restauri ed ampliamenti in parte ancora leggibili, dopo i recenti restauri, nella parte più antica della muratura e ricordati da lapidi inserite all'interno del sacro edificio. Nel 1538, durante l'arcipretura del reverendo Mastronicola, la chiesa venne arricchita dalla tribuna e dal coro ligneo. L'edificio fu abbattuto e ricostruito nel 1760, nelle forme in cui ancora attualmente appare.

Chiesa Santa Maria delle Grazie – Convento dei Padri Cappuccini – Cella di San Pio da Pietrelcina

La chiesa è situata in fondo alla via Cappuccini, con annesso Convento dei PP. Cappuccini. Furono fatti erigere dal principe Carlo Gesualdo nel 1592, come si legge sulla lapide apposta sulla facciata del convento. Il convento, ampliato da Nicolò Ludovisi nel 1629, è stato danneggiato dal sisma del 23 novembre 1980 ed è in fase di restauro. La chiesa, invece, è stata restaurata di recente ed è aperta al pubblico. Essa è ad una sola navata; l'altare maggiore e quelli laterali sono in marmo policromo. La facciata molto semplice ed austera presenta sopra l'arco di ingresso lo stemma del principe Carlo Gesualdo. Celebre è il dipinto che si conserva nella chiesa, intitolato "il perdono di Carlo Gesualdo" (cm 481 x cm 310) di Giovanni Balducci, ritenuto dalla tradizione gotico-tenebrista l'icona del pentimento nella quale il principe avrebbe fatto trasportare per immagini la sua macerazione interiore per il duplice assassinio. Dal Novembre al Dicembre del 1909, visse nel convento un Giovane Padre Pio da Pietrelcina che frequentò i corsi di Teologia Morale presso la scuola allora sita a Gesualdo. Presso il convento, è visitabile la cella che accolse il giovane fra Pio.