Comune di CAPOSELE
( AV )
Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 3.797
Superficie : 41,50 kmq
Altitudine
: 405 M/slm
Municipio
Piazza Dante 83040
Telefono: 0827/53024
Fax: 0827/53384
Pro Loco
E-mail:
raffaele.russomanno@libero.it
Presidente: Russomanno
Raffaele
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Distanza
dal capoluogo AVELLINO: 65
30 km dall'autostrada Salerno - Reggio
Calabria, con uscita al casello di Contursi, oppure è raggiungibile
mediante la nazionale S.S. 165.
La stazione FS più vicina è quella di Lioni sulla linea Avellino -
Rocchetta. Vi sono collegamenti giornalieri per Avellino e per Rocchetta.
E' raggiungibile anche mediante autobus di autolinee private sulla linea
Avellino-Caposele/Salerno-Caposele,con collegamenti
per Avellino e per Salerno.
Cenni storici
Poeti e storici come Omero, Virgilio, Plinio e Strabone parlano del fiume
Sele nei loro scritti. Secondo l'Antonini Caposele fu fondata nel periodo delle
guerre fra i Sanniti e i Romani da coloro che si ritrovavano da luoghi di
scontri militari. Ad avvalorare tale tesi il ritrovamento di antiche mura sul
Monte Oppido, di una lapide con iscrizione latina in località Preta (conservata
al Museo Archeologico di Avellino) che documenta la presenza di un collegio del
dio Silvano. Secondo un'altra ipotesi Caposele venne costituita da abitanti
dell'antica Posidonia (Paestum) che risalendo il nome del fiume diedero il nome
al monte (Paflagone) e al fiume stesso.
Di certo i primi abitanti costruirono le loro dimore ai piedi del monte dove
una copiosa quantità di polle sorgive - circa 100 - formavano un laghetto prima
di dare origine con salti e cascatelle ad uno spumeggiante fiume diretto verso
Posidonia (Paestum). Di certo la ragione di tutto questo fu il beneficio che la
gente poteva trarre dall'acqua. Fino a poco tempo fa sul primo tratto del fiume
si potevano ancora vedere mulini, gualchiere e frantoi. All'inizio dell'XI sec.
Caposele era già territorio del Principato di Salerno, poi Principato Citra. Le
prime notizie di un feudo e un probabile castello risalgono al periodo
normanno, probabilmente al 1160, quando Filippo di Balvano ne divenne il
proprietario. Nel corso dei secoli, il territorio passò nelle mani degli Svevi
e degli Angioini. Sotto gli Aragonesi, una parte, probabilmente la zona
chiamata Capodifiume, venne data a Jacopo Sannazzaro. Nel 1416 la regina
Giovanna II di Napoli affidò le entrate del feudo ad Antonio Gesualdo. E fu con
Luigi II Gesualdo che Caposele raggiunse il suo grande vigore. Così nel 1494
Caposele ottenne il titolo di "Universitas" cioè di Comune autonomo
in grado di eleggere liberamente un sindaco per alzata di mano dei suoi
abitanti e di amministrare la giustizia. Un grande privilegio questo dato ai
sudditi, che, nel frattempo, scelsero anche un santo patrono, San Lorenzo, per
la chiesa madre ed uno stemma per il proprio comune. Nel XVII sec. il
territorio di Caposele passò ai Ludovisio che l'acquistarono e rivendettero più
di una volta. Tutto ciò spesso li costrinse a lasciare il castello. Allora
comunità religiose e confraternite occuparono l'intera zona, le chiese
aumentarono di numero e famiglie di estrazione ed origine diversa si
affiancarono sempre più ai casali intorno alla Chiesa e alle proprietà private.
La peste del 1656 ed il terremoto del 1694 sfortunatamente decimarono il borgo.
Nel 1806 una legge francese abolì la feudalità, così i signori preferirono la
vita mondana di Napoli alle rupestri montagne del borgo.
Agli inizi dell'800 Caposele era composto da un nucleo che era il
Castello e dal borgo di “Capo di Fiume” isolato dal resto da un vallone
ricoperto di orti ed, infine, dagli agglomerati periferici (Pianello, Casali,
etc.). I lavori per la captazione delle sorgenti del Sele ad inizio '900
modificarono totalmente l'assetto urbanistico: tra i due nuclei storici (Zona
Catello e Zona Sorgenti) si costruiscono nuovi edifici abitativi.
Nei primi decenni del 1500 esisteva già una piccola chiesa dedicata alla
Mater Domini, che dà il nome ad una frazione di Caposele. Qui S. Alfonso Maria
dei Liguori venne in missione e aprì una casa religiosa dove, nel 1732, morì S.
Gerardo.
Beni culturali, artistici, storici, ambientali
- Il Castello Medioevale, che appartenne anche a Jacopo Sannazaro,
oggi ne restano sono alcuni ruderi e il torrione cilindrico.
- Il Centro Storico dove
si possono ammirare ilCampanile della chiesa di San
Lorenzo, salvatosi dal terremoto, la
chiesa di Santa Maria della Sanità e i Palazzi delle famiglieCozzarelli e Masi.
- Spostandosi nella vicina località di Materdomini si può ammirare il grande Santuario di San Gerardo Maiella,
meta importante del turismo religioso, sono, infatti, numerosissimi i
pellegrini che ogni anno visitano lo splendido Santuario.
- Il complesso religioso risale al XVI secolo, con laChiesa Nuova opera di fine ‘700
dell’architetto Giuseppe Rubino, restaurata recentemente.
- Annesso si trova il Chiostro, si ritiene che fu voluto
da S.Alfonso Maria de’Liguori, dove sono custoditi i resti di S.Gerardo.
- Il Santuario è anche sede del Museo Gerardiano.
- Nell’intero complesso di stile neoclassico sono
custodite alcune opere d’arte di grande pregio, come un Cristo in bronzo,
i pannelli dell’Annunciazione, la Cena in Emmaus,
la Resurrezione e Maria Madre della Chiesa dello scultore Tommaso Gismondi.
- Nella vecchia Basilica a tre navate c’è il
meraviglioso altare maggiore, mentre nell’annesso Convento si trova la
Cappella di Transito.
- La visita al Santuario consente, tra l’altro, di
ammirare il grande e suggestivo panorama che spazia sul Cervialto e sulla
Valle del Sele.
Manifestazioni ed eventi