Comune di CAIRANO ( AV )

 

Popolazione, Superficie, Altitudine slm

Popolazione :411

Superficie : 13,8 Km2

Altitudine : 770 m s.l.m

 

Distanza dal Capoluogo

Distanza dal capoluogo AVELLINO: Km 68

 

Municipio

Via Irno  83040

Telefono: 0827/37034

Fax: 0827/37209

 

Pro Loco

Via Cupa  83040

Telefono: 0827/37112

Sito internet: www.cairanoproloco.it

E-mail: prolococairano@libero.it

Presidente: Di Biasi Antonio

 

Cenni storici

L'origine ed il significato del nome Cairano non è chiaro. Alcuni dicono che deriva da Car-Janus e quindi significa Monte di Giano e che il nome appare per la prima volta in un documento del 1096 d.C. come Castellum Carissanum. In realtà il nome Castellum Carissanum appare per la prima volta almeno mille anni prima, precisamente nella “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio pubblicata nel 77 d.C., e quindi sembra più probabile che il nome significa Monte Bello oppure Posto di gente astuta.

Gli abbondanti materiali archeologici testimoniano come la zona fosse frequentata già nel nono secolo a. C. Infatti Cairano faceva parte di quella che ora viene chiamata Cultura Oliveto. Questo è dimostrato dalle tombe a fossa di Cairano, ancora oggi considerate le più antiche tombe di questo tipo della Campania e dai reperti ritrovati in queste tombe.

La vicina Conza è sempre stato il centro più importante della zona e Cairano faceva parte del suo territorio ed ha seguito le sue vicende. Il Castellum Carissanum fu un presidio militare a difesa della città di Conza sotto i romani ed i longobardi e Cairano fece certamente parte della diocesi e, fino al 1676, del feudo di Conza. Nel 1676 divenne feudo proprio e rimase tale fino al 1837, quando il feudalesimo fu abolito. Oggi Cairano è un piccolo paese agricolo.

Cairano è un reticolo intelligente di percorsi abitati. Vi sono un castello (attualmente oggetto di scavi archeologici), due chiese cattoliche, una chiesa pentecostale, una piazza. I suoi vicoli di pietra antica e di coppi bruniti odorano del castagno delle sue porte. È un luogo isolato.

Cairano è stata protagonista di un evento straordinario nella lontana estate del 1963 quando qui è stato girato il film: "LA DONNACCIA", del regista Siano, che tratta del fenomeno dell’emigrazione.

 

Beni culturali, artistici, storici, ambientali

Dalla sua posizione dominante il paese, che conserva ancor oggi il caratteristico aspetto del borgo di età medievale con le abitazioni addossate fra loro e le strette vie con andamento a spirale, sovrasta il fiume e ne controlla in parte il fondovalle.

Questa sua posizione giustifica la presenza nel suo immediato territorio di abbondanti materiali archeologici che testimoniano come la zona fosse frequentata già nel nono secolo a.C. Infatti Cairano faceva parte di quella che ora viene chiamata Cultura Oliveto - Cairano che aveva caratteri ben diversi da quelle di Cuma e della valle del Sarno, più studiate e famose. Questo è dimostrato dalle tombe a fossa di Cairano, ancora oggi considerate le più antiche tombe di questo tipo della Campania, e dai reperti ritrovati in queste tombe.

La vicina Conza è sempre stato il centro più importante della zona e Cairano faceva parte del suo territorio ed ha seguito le sue vicende. Il Castellum Carissanum fu un presidio militare a difesa della città di Conza sotto i romani ed i longobardi e Cairano fece certamente parte della diocesi e, fino al 1676, del feudo di Conza. Nel 1676 divenne feudo proprio e rimase tale fino al 1837, quando il feudalesimo fu abolito. Oggi Cairano è un piccolo paese agricolo

 

 

Manifestazioni ed eventi

FESTA DELL’ARIA: manifestazione di lancio con il parapendio

RAPPRESENTAZIONI TEATRALI

Con la nascita della Pro-Loco si è dato vita ad una nuova cultura nel nostro paese...la rappresentazione teatrale che ha visto cimentarsi persone di tutte le età. E grazie a questo potente mezzo di comunicazione siamo riusciti a ripercorrere le tradizioni dei nostri avi (scorgendo anche dei talenti), cercando di entrare nel cuore di tutti...

ZEZA

Commedia teatrale ambientata negli anni '40- '50 e riproposta, per tradizione, nel periodo di carnevale da quattro ragazzi di Cairano: Troncone Adriana (nel ruolo di Zeza), Giusi Di Mattia  (nel ruolo di Vicinzella), Coviello Raffaele (nel ruolo del padre) e Leone Luongo  (nel ruolo di Don Nicola). La particolarità di questa commedia sta nel fatto che è cantata con un ritmo melodico, quindi gli attori non solo recitano, ma si cimentano in una melodia intervallata da brevi pause. "Zeza" ha inaugurato il percorso teatrale dei nostri ragazzi, raccontando la dura realtà degli anni dell'immediato dopo-guerra..sottolineando l'arretratezza di quei tempi e il controllo del padre-padrone sulle figlie, tanto da tenerle chiuse in casa, ma come sempre l'amore trionfa e Vicinzella e Don Nicola riescono a sposarsi, grazie all'aiuto di qualche soldo in più che aveva il futuro sposo. L'abilità degli attori è stata quella di arrivare alla gente e di essere riusciti ad interpretare "Zeza" con ironia e tanta profondità, grazie anche alla scenografia che ci ha permesso di rivivere il passato.

LA PANCHINA

Divertente e brillante commedia di Antonio Luongo, che esprime il sentimento e la realtà quotidiana dei nostri piccoli paesi e della nostra gente che vive di una sana e genuina semplicità. Molto spesso, e quasi sempre con ironia, si usa "spettegolare" sulle persone, sulla vicina, sugli amici..e tutto ciò con il disappunto dei mariti, che con un di "peperoncino" movimentano le dicerie delle "pettegole" consorti. Anche questa commedia è stata portata in scena dai "Cairanesi": Gaetano Luongo (nel ruolo dell'innamorato),Imma Arace  (nel ruolo dell'innamorata),Michele Colagiacomo  (nel ruolo del parroco),Elena Bilotta  (nel ruolo di Cesira),Carmen Di Biasi  (nel ruolo di Carla), Bilotta Annamaria (nel ruolo di Elvira) e Antonio Luongo  (nel ruolo di Beppe).

STU SPUSALIZZIO NUN ZADDA FA'

Briosa commedia di Mario Pannisco e prodotto di una squadra "Cairanese" molto affiatata che è riuscita ad amalgamare le proprie attitudini e capacità in un clima di collaborazione ed amicizia. Questa commedia è ambientata nei primi anni '50, con un'economia a pezzi; in questo clima di povertà aleggia una sorta di sudditanza nei confronti degli illustri personaggi del paese, che assoggettavano il popolo al limite del servilismo. E su questo scenario vediamo l'antitesi tra i giovani, esponenti di un pensiero moderno pronti a combattere questa sudditanza e gli "arretrati genitori", simbolo del tradizionalismo, pronti a sacrificare i propri ideali pur di vedere la figlia sposata con un magniloquente e nobile maestro....Ma tutto ha un limite....la dignità ed il rispetto per se stessi non si compra... e rinsavendo, decidono di rinunciare alla ricchezza, ma di riappropiarsi della propria felicità! Anche qui i personaggi sono interpretati dai "Cairanesi": Leone Luongo  (nel ruolo di Francesco), Angela Mazzeo  (nel ruolo di Concetta), Giusi Di Mattia (nel ruolo di Caterina), Michele Di Biasi  (nel ruolo di Vincenzo), Michele Abate  (nel ruolo di Salvatore) e Raffaele Coviello (nel ruolo del maestro).

 MARONNE CCHE' AMMUI'NE

Commedia in due atti di Mario Pannisco, ambientata negli anni '70...proprio quegli anni che hanno diviso l'Italia in due: da un lato il nord industrializzato che vive un gran fermento non solo culturale, ma anche e soprattutto economico e dall'altro il povero sud, dove la miseria ha distrutto tutto ed ha costretto la gente ad emigrare in luoghi più fertili con una speranza di arricchimento. Ed è così che intere famiglie prendono la via del settentrione, attirate dai racconti farciti di opulenza delle famiglie partite prima.Non sempre, però, la realtà rispecchia la fantasia ed i sogni... e a fronte di quei pochi che "fanno fortuna", la maggior parte continua a condurre una vita misera, senza più neppure il conforto di una terra amica...ma senza neanche il coraggio di tornare a casa. Questo è lo scenario in cui è ambientata questa commedia, con la quale si è cercato di inviare un messaggio di speranza...la speranza di saper rinunciare alla chimera del benessere, in cambio di una vita "more maiorum"...semplice ma in armonia con l'arcano fluire del proprio essere. Gli interpreti sono persone del luogo..."Cairanesi doc": Luongo Leone (nel ruolo di Francesco), Mazzeo Angela (nel ruolo di Concetta), Di Mattia Giusi (nel ruolo di Caterina), Di Biasi Michele (nel ruolo di Vincenzo), Abate Michele (nel ruolo di Salvatore), Bilotta Annamaria (nel ruolo di Carmela), Bilotta Maria Rosaria (nel ruolo di Antonietta), Abate Michele (nel ruolo di Giovanni), Mazzeo Giuseppe (nel ruolo di Antonio), Di Biasi Luana (nel ruolo dell'attrice), Mazzeo Michele (nel ruolo dell'accompagnatore), Marziello Maria Grazia (nel ruolo di Filomena), Mazzeo Salvatore (nel ruolo di Don Giustino).

'A LIVELLA DI TOTO'

Interpretazione fluida e commovente della "'A Livella" del grande Totò...ancora una volta i protagonisti, o meglio le protagoniste, sono persone di Cairano: nel ruolo del narratore abbiamo Arace Mariantonietta, nel ruolo del marchese Marziello Maria Grazia e nel ruolo dello spazzino Bilotta Maria Rosaria. Anche con questo "corto" si è cercato di inviare un forte messaggio alla nostra gente..."'A morte 'o ssaje ched'è?....è una livella..."...chiunque oltrepassando il cancello della morte ha perso tutto e diventa uguale agli altri...senza corona, potere o soldi.... 

E 'IE ASPETT       

Simpatico e significativo "corto" di Mario Pannisco, che ironizza la posizione del Sindaco che durante le votazioni, pur di avere un voto in più, promette mari e monti e dopo l'elezione se ne dimentica, al punto tale che un'anziana donna è costretta a vivere nel cimitero perchè si ritrova senza casa...ed il vigile cerca di "cacciarla" proprio su ordine di quel Sindaco che aveva fatto mille promesse...! I divertenti personaggi "Cairanesi" sono Mazzeo Sabrina (nel ruolo di 'Ze Rusina) e Daniele Giuseppe (nel ruolo del vigile).