Comune di BISACCIA (AV)
Popolazione, Superficie,
Altitudine slm
Popolazione: 4.391
Superficie: 101,41 Kmq
Altitudine: 860 mt./sml
Municipio
Corso Romuleo 85/A 83044
Telefono: 0827/89202
Fax: 0827/81036
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Cenni storici
L'abitato
di Bisaccia è costituito da due parti distinte: il Centro Storico , sorto attorno al Castello Medioevale, poggia su una
terrazza posta fra Monte Calvario (
Il
luogo dove sorge adesso Bisaccia era abitato fin dall'età del bronzo. Sulla
collina del cimitero vecchio, recenti scavi hanno messo in luce tracce di
capanne databili al periodo del bronzo medio (circa
Nel IX secolo a.C. la civiltà di Oliveto-Cairano, proveniente dalla sponda adriatica e approdate in Puglia presso l'Ofanto, risalendo il fiume, creò villaggi a Cairano e anche a Bisaccia. A Bisaccia e Lacedonia i nuovi abitanti ne sostituivano altri dell'età del bronzo. Qui vi costruirono una necropoli (IX-VIII secolo a.C.) con tombe a fossa e tombe dell'età del ferro che convalida l'antica origine di Bisaccia. In seguito i sanniti costruirono sul luogo dove sorge adesso Bisaccia l'antica città di Romulea che venne fondata su un insediamento dell'Età del ferro. Romulea, un centro dove i Sanniti avevano concentrato le loro maggiori ricchezze, fu attaccata e depredata nel 293 a.C. dal console Publio Decio Mure o, secondo un'altra fonte annalistica, dal console Volunnio. Gli Irpini, e quindi gli abitanti di Romulea, desiderosi di riavere l'indipendenza da Roma, si ribellarono più volte alla Repubblica Romana, alleandosi con i tarantini di Pirro e i cartaginesi di Annibale. Dopo la sconfitta di Capua da parte dei romani gli Irpini furono ridotti al silenzio e puniti. Dopo le guerre contro Pirro i Romani, per tener sott'occhio gli Irpini, costruirono un arx (presidio) a Romulea. Il nome Bisaccia deriva dal nome di questo presidio romano (Bis arx). Comunque fino all'arrivo dei longobardi non si hanno notizie dirette di Bisaccia. Nel 591 i longobardi conquistarono l'Irpinia e Bisaccia entrò a far parte del Gastaldato di Conza, circoscrizione amministrativa longobarda. I longobardi governarono Bisaccia fino all'arrivo dei normanni che, guidati da Roberto d'Altavilla detto il guiscardo cioè l'astuto, conquistò tra il 1076 e il 1079 l'intero Gastaldato di Conza. Durante l'epoca normanna Bisaccia era un feudo governato da un feudatario.
Nel 1246 il
Signore di Bisaccia Riccardo I Cotignì venne privato del suo feudo
dall'Imperatore Federico II per aver partecipato a una congiura
contro di lui. Il feudo e il castello passarono proprio a Federico II. Il
castello di Bisaccia, usato anche come prigione, divenne la dimora preferita di
caccia dell'Imperatore oltre che sede saltuaria della celebre scuola
poetica siciliana.
Nel 1254 il
castello di Bisaccia fu proprio il luogo dove l'Imperatore Manfredi,
figlio di Federico II e braccato dall'esercito del Papa, si rifugiò e
si salvò. Morto Manfredi nella battaglia di Benevento (1266), il Papa
restituì il feudo di Bisaccia e il suo castello a Riccardo II perché il suo avo
Riccardo I aveva congiurato contro Federico II.
Durante il periodo medioevale Bisaccia fu anche Sede vescovile per quattro secoli. Bisaccia, nel corso dei secoli, ospitò anche letterati come Torquato Tasso e Francesco De Sanctis.
Dal
15°-XVI secolo fino al 1861 Bisaccia fece parte del Regno di
Napoli che dal 1501 al 1707 fu di dominio spagnolo.
Dal 1861 Bisaccia fa parte dell'Italia.
Beni
culturali, artistici, storici, ambientali
Manifestazioni ed eventi