Comune di BAGNOLI IRPINO ( AV )

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Foto gentilmente concesse dalla Pro Loco Bagnoli –
Laceno, di Saverio Di Capua.
Popolazione,
Superficie, Altitudine slm
Popolazione : 3.341
Superficie : 66.90
kmq
Altitudine :
Municipio
Via
Roma 19 83043
Telefono:
0827/62003
Fax:
Pro Loco
Via
F.Napolitano 83043
Telefono:
Sito
internet: www.bagnoli-laceno.it
E-mail:
proloco@bagnoli-laceno.it
Presidente:
Pennetti Francesco
Distanza
dal Capoluogo e percorso stradale
Dista
Cenni
storici
Il
territorio di Bagnoli Irpino ha avuto frequentazione di popoli fin dalla
lontanissima età del bronzo.
Ritrovamenti
archeologici confermano lo stanziamento di popolazioni, di origine e
provenienza appenninica. La guerra dei soci italici contro Roma, per la
questione della cittadinanza romana e la successiva guerra civile tra Mario e
Silla, apportò devastazioni in tutto il territorio. I veterani di
Silla si divisero le terre più fertili, la popolazione fu raggruppata in
villaggi situati nella zona pedemontana al confine con il demanio “Ager Publicus” .Di
questo periodo è la nascita di “Civitanova”, un villaggio ubicato presso
l’attuale Fontigliano; zona da sempre denominata “CIVITA”.Nei pressi di detto luogo, sorgeva in epoca
romana un tempio dedicato a Giove. Sulle rovine di questo tempio, vuole la
tradizione che San
Benedetto in persona, edificò un monastero del suo ordine. Al tempo del
principe Pandolfo
di Benevento, Civitanova era un fiorente villaggio e il monastero era un centro
attivo. Nell’ 847 d.C. il ducato di Benevento fu
diviso in due principati; il territorio di Bagnoli fu aggregato a quello
di Salerno con linea di confine a
ridosso di Nusco e di Fontigliano; le bande saracene al soldo dei principi
longobardi in lotta fra di loro, devastarono
e saccheggiarono Civitanova e il monastero .Gli abitanti per sfuggire
alle incursioni, si trasferirono a Bagnoli, luogo già fortificato. Il monastero
continuò la sua esistenza, ma un violento terremoto del 984 lo distrusse; sarà
Santo Amato, primo vescovo di Nusco, a restaurarlo insieme alla chiesa dedicata
a Santa Maria Assunta, nel secolo successivo.
Del
periodo longobardo, l’insediamento presso l’attuale Fontigliano, era certamente
quello più significativo; nel territorio però esistevano altri agglomerati,
molti erano di modeste dimensioni, composti da poche casupole, ubicati in
prossimità di sorgenti perenni o torrenti; questi insediamenti erano denominati
“casali” e di
alcuni se ne tramandano i nomi : SAN LORENZO, PATIERNI, CRISCI, SANTO IANNI
PENDINO e BANINULO, poi BALNEOLO .
Quest’ultimo
occupava una posizione strategica ed il castello longobardo era stato edificato
presso di esso sul poggio anticamente denominato “Lafelia”, termine longobardo
che significa la rocca , la fortificazione.
Dopo l’arrivo degli abitanti di Civitanova, Balneolo divenne un
centro consistente, crebbe di importanza
e cominciò ad essere menzionato nei documenti longobardi del tempo. Bagnoli
sorge, in definitiva, prima dell’anno Mille, come centro fortificato a difesa
del ducato longobardo di Salerno. Al tempo della minore età di Federico II,
Diopoldo di Hohenburg Schweisspeunt,
capitano tedesco, ne fa un centro di rilevanza strategica; il paese divenne una
piazza d’armi, fu
cinto da poderose mura e munito di un formidabile castello, situato sul poggio
detto Serra, e dominante tutta l’alta valle del Calore . Fu in questo periodo
che gli abitanti di tutti i casali, si stabilirono in Bagnoli, allettati dalle promesse del
feudatario tedesco e per sfuggire alle scorrerie delle truppe francese del De
Brienne, che combatteva contro il capitano tedesco per conto del pontefice
Innocenzo III. Per molto tempo Bagnoli fu demanio regio, finché al tempo degli
Aragonesi fu dato in feudo, insieme con Montella e Cassano alla famiglia
Cavaniglia, spagnoli imparentati con i Caracciolo e gli Orsini. In tale periodo
il paese conobbe i
più notevoli benefici di progresso e rinnovamento, diverse iniziative produttive furono migliorate ed ingrandite.
Accanto all’industria armentizia, che gli Aragonesi favorirono considerevolmente,
sorsero, in questo periodo, la bachicoltura e soprattutto la produzione dei
tessuti, filatura e tintoria; la famosa “Pezza Bagnolese” per secoli costituì
un capo importante di corredo da sposa.
Bagnoli
ospitò anche una comunità ebraica, già dimorante in Salerno; valenti artigiani,
gli ebrei si stabilirono nel rione denominato “Giudecca”, e andarono a
costituire il nerbo di quel
ceto di commercianti ed artigiani, che tanto ha contribuito, nei
secoli, al progresso del paese. Luogo di
ritrovo degli
accademici Pontaniani, Bagnoli, ispirò il poeta Sannazzaro, che da questi
luoghi trasse diversi spunti per il suo poema “ARCADIA “. Eretto a ducato nel
1611, fu tenuto in feudo dalla famiglia Maiorca-Strozzi, fino al 1806, quando
fu abolita la feudalità. Custodi gelosi e fieri della loro libertà, i Bagnolesi
imponevano sempre ai diversi feudatari il giuramento dei “Capitoli”, norme e
privilegi riguardanti gli usi civici sul demanio da parte della popolazione. La
rivoluzione del 1799 e i moti carbonari del 1820, videro i Bagnolesi parte attiva, e la
restaurazione conseguente si fece sentire in questi luoghi in modo più cocente.
Quaranta famiglie furono interdette dai traffici e dai commerci, segnando il
declino di tutte le attività produttive. L’emigrazione, piaga sociale endemica
delle terre meridionali, ha segnato profondamente la vita di Bagnoli.
Beni
culturali, artistici, storici, ambientali
Di
grande interesse è il complesso monumentale rinascimentale della chiesa e del
convento di S. Domenico, con il suo imponente campanile ottagonale in stile
normanno-svevo e il suo chiostro cinquecentesco. La chiesa matrice, intitolata
all’Assunta, conserva: il coro ligneo seicentesco, prezioso gioiello di
intaglio dichiarato monumento nazionale, il fonte battesimale, opere di valenti
artisti Bagnolesi, tele
del D’Asti e del Cestaro e statue del De Venuta. La grande tela della Madonna
Del Rosario, opera del sommo artista Marco Pino da Siena, già nella chiesa di
San Domenico, trovasi attualmente nel museo circondariale di San Francesco a
Folloni.
La
possente torre normanno-sveva, erroneamente detta dei Cavaniglia, le chiese di
San Lorenzo, della Pietà, il complesso detto “Monastero” e numerosi palazzi
gentilizi del centro storico e della piazza L. Di Capua, completano un panorama
storico-artistico di grande rilevanza. Le suggestive grotte del “Caliendo” in
via di valorizzazione, il lago del “Laceno”, i numerosi pianori e sentieri
montani costituiscono spunti turistici di grande interesse.
Manifestazioni
ed eventi
Manifestazioni
importanti sono:
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-
solenni festeggiamenti in onore di Maria SS.ma Immacolata,
con cerimonia del carro e canto delle verginelle (inno secolare) nel mese di
giugno.
-
Festività di San
Domenico, San Lorenzo e San Rocco in agosto.
-
Laceno-estate
rassegna di musica, film all’aperto, sagre, spettacoli teatrali e festival.
-
Mostra mercato
del tartufo nero di Bagnoli Irpino, Sagra della Castagna e del Tartufo,
nell’ultimo week end di ottobre.
Bagnoli
Irpino, unico paese della provincia di Avellino, vanta una pinacoteca ed una
biblioteca pubblica gia dalla fine dell’ottocento. Nei locali del comune sono
custodite ben 230 opere di artisti Bagnolesi di fama nazionale. Accanto ad
opere del Cestaro e del D’Asti, famosi pittori del settecento napoletani, vi
sono opere del M. Lenzi e A. Martelli; pittori “macchiaioli” della scuola
napoletana di Posillipo. La rivalutazione dell’opera pittorica di questi
artisti costituisce la finalità dell’azione del presente progetto e dell’attività
della Pro loco. Va affermato che a tutt’oggi il patrimonio culturale in oggetto
è realmente conosciuto e apprezzato solo da una piccolissima parte della
popolazione adulta quantizzabile attorno al 15% ma soprattutto non
opportunamente fruito e utilizzato come strumento didattico-formativo dalla
scuola.