Comune di AVELLINO ( AV
)
Popolazione, Superficie, Altitudine slm;
Popolazione:
56.993
Superficie:
30,41 Kmq
Altitudine:
348 mt/slm
Municipio
Piazza
del Popolo 83100
Telefono&fax : 0825/2001
Pro Loco
Via
Guarini, 21 83100
Telefono: 0825/82001
E-mail:
info@prolocoavellino.it
Presidente:
Genovese Rino
Distanza dal Capoluogo di regione e
percorso stradale
Distanza
da Napoli : Km 52
Da
Napoli : - autostrada Napoli-Bari (A16) uscita
Avellino Ovest o Avellino Est - statale 7/bis
Cenni storici
Il
nucleo originario della città, Abellinum, si formò in prossimità
dell'odierna Atripalda a
circa 4km dal centro di Avellino. Fu conquistata dai Romani nel 293 a.C., togliendola al dominio dei Sanniti nella sanguinosa battaglia di
Aquilonia e nelle Guerre sannitiche che si verificarono
tra il343 a.C. e il 292 a.C.. Sotto il dominio di Roma la città cambiò più volte
denominazione (nell'ordine: Veneria, Livia, Augusta, Alevandriana e Abellinatium)
La
natura e la geografia sono riusciti a determinare i prerequisiti per la nascita
di Atripalda, e prima ancora di Abellinum. Sin
dall'antichità la valle del Sabatoha costituito una via naturale tra l'Irpinia e il Sannio. Il fiume ha sempre rappresentato una risorsa
primaria per la popolazione, sia per pescare, nell'età più antica, sia per
l'irrigazione dei campi e per l'alimentazione dei mulini.
Nell'89 a.C. Silla occupò Pompei, Ercolano, Stabia, Eclano, Abella e Abellinum. Abellinum non costituiva ancora
un vero e proprio centro urbano; solo grazie alla colonizzazione silliana si
avviò l'edificazione di una vera città. Essa era attraversata da due città
principali: il Cardo e il Decumano che la suddividevano in
quattro quadrati, ognuno dei quali alla fine delle strade aveva quattro porte.
Dopo la sua distruzione da parte dei Longobardi, gli abitanti fondarono la
nuova città di Avellino su uno sperone di tufo. Lo sviluppo demografico e
urbanistico fu piuttosto lento a causa di alcuni violenti terremoti e delle
invasioni degli Aragonesi e
dei Normanni. L'arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di
importanti avvenimenti: nel 1130 Ruggero II ricevette nel Duomo della
città l'investitura del Regno di Sicilia; nel 1137 Innocenzo
II e Lotario III furono cacciati da Rainulfo III di Alife,
conte di Avellino. Il paese passò in seguito al conte Riccardo dell'Aquila, ai
Paris, ai Sanseverino, a Simone di Montfort, ai Balzo,
ai Filangieri de Candida, fino a diventare feudo dei Caracciolo dal 1581 al 1806,
sotto i quali conosce una lunga stagione di incremento demografico, di
espansione urbanistica e di progresso economico. Durante questo periodo si
afferma l'arte della lana che riempirà l'Italia dei pregiati panni di Avellino dal tipico
colore azzurro carico. In seguito, il commercio troverà una sede monumentale
nella dogana dei grani. Durante il primo secolo della loro Signoria, i
Caracciolo ampliarono il Castello fino a farne un luogo d'eccellenza, con un
parco di cui cantarono meraviglie poeti e viaggiatori. La peste del1656 costituirà
nulla più che una battuta d'arresto. Nel '700, infatti, la città comincia ad
assumere l'odierna conformazione urbana: i principi Caracciolo abbandonano il
Castello, si trasferiscono in una nuova residenza, l'attuale sede
dell'amministrazione provinciale, e danno il via ai lavori per la creazione del
corso principale della città. Nel 1806 Avellino
diviene capoluogo di provincia del Principato Ultra, troncone di pertinenza
beneventana, in contrapposizione con il Principato Citra, di pertinenza
salernitana, e vede accrescere notevolmente il suo peso politico-economico fino
all'Unità d'Italia,
quando comincia un periodo di decadenza, ascrivibile all'isolamento prodotto
dalla realizzazione della ferrovia Napoli-Benevento-Foggia
che fa perdere alla città quel suo ruolo peculiare di crocevia commerciale tra
la Campania e la Puglia, tra il Tirreno e l'Adriatico.
Beni culturali, artistici e storici:
·
Il Duomo - Le prime
notizie riguardanti il principale edificio sacro di Avellino,dedicato
all’Assunta, risalgono al X secolo. La
facciata mostra un portale su cui è l’altorilievo con una scena dell’Ultima
Cena. L’interno della chiesa ha un soffitto cassettonato in legno dorato con un
dipinto settecentesco del Ricciardi raffigurante
·
Museo Diocesano -
Alle spalle del Duomo è un piccolo museo in cui si conservano alcune opere
d’arte salvate dalle chiese crollate in provincia dopo il sisma dell’80 e
successivamente restaurate. A pochi metri si trova Palazzo de Conciliis, sede
universitaria e centro di importanti manifestazioni culturali.
·
Castello
Medioevale – Simbolo e memoria storica dello sviluppo della città nel Medioevo,
la sua edificazione risale al IX secolo. Ristrutturato in parete nel decennio
scorso, ne restano imponenti ruderi, inseriti tra due dorsali
collinari panoramiche : l’attuale
Rione Parco e
·
Centro Storico –
Qui troviamo il
Palazzo della Dogana (XVII secolo) con facciata barocca del Fanzago,
·
Chiese – Meritano
di essere conosciute, per i preziosi dipinti e le varie opere d’arte in esse
contenute
·
Palazzi – Tra i
palazzi meglio conservati
si segnalano Palazzo Caracciolo
(oggi sede dell’Amministrazione Provinciale) , Palazzo del Governo,
Palazzo de Peruta, il Convitto Nazionale,
·
Museo Irpino –
Suddiviso in tre sezioni :
archeologica (con reperti proveniente da tutta l’Irpinia e
risalenti a epoche comprese tra il IV millennio a.C. e il VI
secolo d.C.) ;
moderna (con
dipinti di artisti del XVII, XVIII. XIX secolo, una pregevole raccolta di
porcellane e un presepe artistico napoletano del Settecento)
;
risorgimentale (con testimonianze dell’attività svolta dagli
abitanti dell’Irpinia, e in particolare dal De Conciliis e dal De Sanctis).
·
Biblioteca - intitolata a Scipione e Giulio Capone, sono
conservati circa 150.000 volumi, tra cui preziose cinque centine e numerosi
fondi manoscritti.
· Ferragosto Avellinese
·
Palio della botte
·
Notte bianca
·
Notti del cinema
·
Carnevale
Avellinese