Comune di AQUILONIA
( AV )
Popolazione, Superficie, Altitudine s.l.m.
Popolazione : 2.074 (censimento 2001)
Superficie : 55,62 kmq
Altitudine
: 750
Municipio
Piazza Marconi 83041
Telefono: 0827/83004
Fax: 0827/83190
Pro Loco
Corso Vittorio
Emanuele III, 101 83041
Telefono: 0827/83060
Sito: www.prolocoaquilonia.it
E-mail:
prolocoaquilonia@tiscali.it
Presidente: Balestrieri
Michele
Distanza dal Capoluogo e
percorso stradale
Distanza
dal capoluogo AVELLINO: Km 80 (Ofantina bis - s.s. 91 della Valle del Sele)
Cenni storici
Carbonara-Aquilonia è un centro di origine sannita,
come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici della zona.
Carbonara-Aquilonia fu coinvolta nelle guerre contro Roma che nel IV sec. a.C.
aveva cominciato la sua espansione verso l’Italia meridionale. Durante la
seconda guerra sannitica Roma operò molte incursioni anche in questi territori,
saccheggiando anche l’antico centro di Romulea (Bisaccia). Alcuni
storici ritengono che la famosa e cruenta battaglia di Aquilonia combattuta tra
romani e sanniti nel
L’alta valle dell’Ofanto era già in crisi come del
resto tutta
Una caratteristica della storia carbonarese è la
costante propensione alla rivolta nel corso dei rivolgimenti politici decisivi.
Nel 1078 Carbonara, con tutti i casali ofantini, si sollevò contro il duca
Normanno. Questi precipitosamente si mosse a domare la rivolta e distrusse tutti i centri ribelli, compreso Carbonara e Pietrapalomba.
Al crollo dello stato normanno subentrò il regno svevo
di Federico II. E’ attestata per Carbonara-Aquilonia in questo periodo la
singolare "produzione" di "penne di avvoltoi" che venivano
raccolte ed utilizzate per la costruzione dei dardi da balestra chiamati
quadrelli.
Agli Svevi subentrarono gli Angioini. Alla lotta tra
queste due signorie per il dominio nel Sud Italia partecipò apertamente anche
Carbonara-Aquilonia con i suoi casali di Pietrapalomba e Sassano. Ancora una
volta i carbonaresi si opposero al nuovo, levandosi in armi a favore degli svevi
contro i nuovi venuti angioini.
Aquilonia, e tutto l’altopiano ofantino, partecipò
alle lotte e alle vicende politiche che caratterizzarono la storia del
Il destino feudale di Carbonara si unì a quello di
Sant’Angelo dei Lombardi alla metà del Cinquecento sotto la signoria dei
Caracciolo, già conti di S.Angelo dei Lombardi dal 1426. Proprio sotto i
Caracciolo il paese si dotò di Statuti municipali (1560) che ancora ai primi
del Novecento erano custoditi nell’archivio comunale e che oggi sono dispersi.
Nel Seicento, dopo una breve signoria della famiglia Carafa, Giovan Vincenzo
Imperiale, colto letterato di una antica e nobile
famiglia di Genova, acquistò nel 1636 il feudo di S. Angelo dei Lombardi, di
cui Carbonara-Aquilonia faceva parte insieme ad Andretta, Nusco, Lioni. Gli
Imperiale, principi di S. Angelo dei Lombardi, governarono il feudo e Carbonara
fino alla fine della feudalità.
Tutto il Settecento fu segnato da aspre lotte tra il
signore feudale e l’Università di Carbonara. E’ certo però che la situazione a
Carbonara alla fine del Settecento è molto grave. La pressione demografica
sulla terra è forte. I contadini rivendicano il diritto di sfruttare in modo
ampio le terre demaniali per il pascolo, per la semina, per ottenere il legname
da costruzione e da riscaldamento, come era stato sempre praticato in paese.
Prese corpo e vigore il fenomeno del brigantaggio, presente in forma limitata a
Carbonara/Aquilonia nei secoli precedenti. Aquilonia si rifiutò di divenire "repubblicana", e nessun albero della
libertà fu piantato in paese. Successivamente Carbonara-Aquilonia fu esposta
alle scorribande, ai saccheggi, alle rapine dei briganti che rendevano così
pericolosa la campagna irpina e la vita nelle isolate masserie dell’altopiano.
Con l’abolizione della feudalità nacque il
"Comune" di Carbonara, con nuovi organismi amministrativi e nuove
risorse economiche, al posto dell’antica "Università" medievale. Agli
inizi dell’Ottocento anche a Carbonara-Aquilonia cominciarono a diffondersi le
nuove idee politiche liberali e si svilupparono le prime tensioni
risorgimentali. Furono fondate due società segrete che dettero il loro
contributo ai moti costituzionali del 1820-21 e alla rivoluzione del 1848.
Tuttavia l’unità nazionale non fu una conquista pacifica per gli abitanti della
piccola Carbonara. Al mutamento politico si oppose la forte resistenza
popolare, alimentata soprattutto dalle antiche tensioni sociali nate dalla mancata
ripartizione dei demani tra i contadini. Il giorno stesso del plebiscito per
l’unità delle province meridionali alla monarchia sabauda, il
Al disinganno e alla delusione per il mancato
sviluppo, Aquilonia - come tanti altri paesi - rispose con l’emigrazione
massiccia tra la fine Ottocento e gli inizi del Novecento. Oggi Aquilonia
conosce una nuova stagione di qualificazione e di sviluppo urbano, partecipa a
pieno titolo alle nuove strategie di rilancio economico e sociale dell’area, ed
è impegnata in numerosi progetti di rinascita culturale basati sul recupero
della memoria storica e sulla valorizzazione delle risorse ambientali ed
enogastronomiche del suo territorio.
Beni culturali, artistici, storici,
ambientali
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Museo Etnografico
e della Cultura Materiale
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Chiesa
Parrocchiale
di Santa Maria Maggiore ![]()
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Chiesa
dell'Immacolata ![]()
·
Badia di San Vito
Manifestazioni ed eventi
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Festa di San Vito 9 Maggio e 14-16
Giugno
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Festa dell'Immacolata 8
Settembre
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Estate Insieme 10-20 Agosto
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Sagra Gastronomica Agosto
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Fiera del SS.Rosario 12-13 Ottobre.